Ancora nubi sul futuro della riabilitazione dalla dipendenza da alcool. La preoccupazione delle associazioni In/Dipendenza ed OGAP, era talmente forte da arrivare a chiedere un appuntamento con l’assessorato regionale alla salute. Da tempo infatti operatori, utenti e familiari lamentavano la perdita di spazi idonei alle consuete riunioni presso il Centro Alcologico provinciale di Nazzano. Se la Commissione consiliare carrarese aveva ricevuto i medici dell’Asl non aveva fatto altrettanto con i rappresentanti delle associazioni che, per questo, hanno deciso di appellarsi alla Regione Toscana. “Difendiamo il nostro metodo”, ha affermato Mariapaola Freschi, presidente di Ogap, “il Trattamento Riabilitativo Integrato Alcolismo e Dipendenze è un metodo che adottiamo, unici in Toscana da ben 18 anni e col quale abbiamo ottenuto importanti risultati, con circa 300 persone in trattamento”. La condizione del Centro però, in seguito ai tagli effettuati sulla sanità locale, sarebbe ora estremamente precaria. Il TRIAD, un metodo che, fondandosi sull’attività di gruppo ed il sostegno psico medico sociale, comportando una spesa farmacologica molto contenuta, così come una prevenzione significativa dei ricoveri ospedalieri e degli incidenti stradali, comporterebbe un notevole risparmio della spesa sanitaria. Forti di queste motivazioni gli operatori hanno incontrato i rappresentanti regionali, provvisti anche di 689 firme di utenti, familiari e cittadini, raccolte in appena 10 giorni, per la difesa del Centro alcologico. L’Assessorato regionale avrebbe condiviso le preoccupazioni delle associazioni e si sarebbe impegnato a garantire un percorso condiviso con l’ASL provinciale. “Abbiamo consegnato le stesse firme anche al sindaco di Carrara Angelo Zubbani”, afferma Freschi, “e anch’egli si è impegnato ad avere un incontro con la direzione Asl al più presto”.