Era dell’ottobre scorso la notizia che Luciano Massari, noto scultore carrarese, laureatosi presso l’ateneo cittadino e attivo presso gli studi Michelangelo, era stato eletto direttore dell’Accademia di belle Arti di Torino, dopo esser stato titolare della cattedra di scultura nel medesimo ateneo. Notizia che aveva rallegrato un po’ tutti nell’ambiente artistico carrarese, dato che quella Albertina è una delle Accademie più attive e prestigiose d’Italia. Ma, a meno di 4 mesi dal lieto annuncio, la doccia fredda: giovedì scorso il Tar, ha deciso di sospendere la nomina; in quanto la decisione del 26 ottobre scorso sarebbe stata presa contra legem. La causa è stata presentata in gennaio da Salvo Bitonti, regista teatrale e cinematografico, critico e docente titolare della cattedra di regia all’ Accademia Albertina da 11 anni, arrivato secondo al ballottaggio per l’ elezione del direttore, che così ha spiegato il ricorso al quotidiano “La Repubblica: “L’ho fatto nell’ interesse di un’istituzione di alto livello con docenti di fama mondiale. Un’ irregolarità amministrativa potrebbe rovinare la sua immagine”. L’ irregolarità risiederebbe nella discrepanza tra lo statuto e il bando dell’ elezione per il direttore; l’aver maturato l’esperienza di direzione, acquisita in ambiti interdisciplinari e internazionali, sarebbe stato per il bando un requisito preferenziale ma, per lo statuto dell’Accademia necessario. Massari non allegò alla candidatura documenti che provino la sua esperienza e, per i magistrati non si può tenere conto della sua dichiarazione a concorso concluso. L’Accademia,riconoscendo che il neo direttore avrebbe comunque i titoli in regola, ha sottolineato gli errori della procedura e ora avrà due possibilità: indire una nuova elezione o ricorrere al Consiglio di Stato. In conclusione, per il momento si tratta esclusivamente di un atto cautelare, in attesa di entrare nel merito di quanto è avvenuto durante la selezione. Da parte sua l’avvocato Giuseppe Leotta, consulente legale dell’Organizzazione Sindacale UNAMS, Unione Artisti definisce la causa “un atto d’amore nei confronti dell’Amministrazione, laddove la cosa pubblica sia gestita contra legem in virtù di atti posti in essere da singoli individui che, medio tempore, esercitano il potere in maniera sviata. Ecco perché”, conclude, “sono certo che l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino debba, oggi, dirmi grazie per aver disvelato gravissime irregolarità nella recente procedura elettorale per il rinnovo della carica di Direttore”.