Nelle elezioni in nazioni post dittature si assiste ad una corsa alla candidatura di decine e decine di liste, ad esempio recentemente è accaduto nei paesi coinvolti nella così detta primavera araba. Nelle democrazie consolidate invece si insegue il mito britannico del bipolarismo perfetto. E allora come definire il paradosso tutto carrarese di oltre 400 candidati alla carica di consigliere comunale in rappresentanza di almeno nove candidati a primo cittadino. Abbiamo conteggiato una media di 20-24 cittadini per ogni lista arrivando al numero incredibile di 400 candidati, ovvero 1 candidato ogni 138 elettori. Una carica di 400 candidati in rappresentanza di più liste per ogni candidato a sindaco. Ricordiamo che ad oggi sono nove i candidati: Claudia Bienaimè (Idv, Fabbrica della Sinistra e una lista civica), Giuseppe Costa (Caccia e pesca), Nicola Franzoni (Fli e almeno una lista civica), Lanmarco Laquidara (Pdl), Matteo Martinelli (Carrara5Stelle), Paolo Vannucci (Pcl), Elvino Vatteroni (almeno due liste). Oltre ovviamente a Angelo Zubbani, il più accreditato alla vittoria finale che vorrebbe dire secondo mandato consecutivo. Appoggeranno l’attuale primo cittadino: Pd, Federazione della Sinistra, Socialisti, Repubblicani e la lista civica Carraravive assieme a Italia Futura. In più ci sono due incognite. La prima: Gianni Musetti. Il consigliere della Destra potrebbe essere inserito nel PDL, decisione che però è ancora al vaglio dei dirigenti. Altrimenti potrebbe correre con una sua lista in appoggio a Laquidara oppure addirittura da solo. Tutto ruota attorno alle percentuali per aver garantita una rielezioni. La seconda incognita: l’associazione Sorridi Carrara che gravita nel mondo della pubblica assistenza. Difficile una candidatura diretta a sindaco ma appare impossibile che voglia restare fuori dai giochi.