Telecamere nascoste, macchine fotografiche che tu non vedi ma ci sono eccome e occhi fissi, pronti a non perdere neppure un dettaglio.
Gli ingredienti per una spy story, degna della migliore cinematografia americana, ci sono tutti. Peccato, però, che il set della storia non sia a Hollywood, ma a casa nostra. In riva al mare. E che il risultato di quel lavoro di “intelligence” sia un dossier che difficilmente si può stringere tra le mani: 500 pagine di materiale, consegnato sulle scrivanie delle forze dell’ordine, accompagnato da una denuncia.
Ebbene sì, sul nostro litorale, ormai un anno fa, sono arrivati gli 007: investigatori privati, tra i più esperti, hanno tenuto d’occhio – è davvero il caso di dirlo – la spiaggia e, soprattutto, le decine di camion carichi di sabbia. Tonnellate di materiale, un anticipo del megaripascimento atteso a fine lavori antierosione.
Qualcuno, a quanto pare, sui lavori vuole vederci chiaro e si affida a veri professionisti.
La storia
Tutto comincia nel febbraio 2011. Un imprenditore del nord sa che a Massa e a Marina di Carrara si porta sabbia per concedere una boccata d’ossigeno al litorale. Si propone, crede di avere le carte in regola per vincere il subappalto: dragare sabbia sul Po (quella ha le caratteristiche idonee per finire sulla nostra riva)e portarla sin sulle coste apuane. E’ convinto che la sua sia un’offerta davvero competitiva. Eppure scopre che c’é chi è in grado di batterlo e offrire prezzi più bassi. Lui sospetta (un sospetto appunto) qualcosa di strano e vuole vederci chiaro: un investimento di qualche decina di migliaia di euro ed ecco la costa diventare il set della spy story. Gli 007 rimangono all’ombra della Apuane parecchi giorni, muniti degli immancabili strumenti del mestiere, il loro è un lavoro certosino.
Dossier su Massa e Carrara
Gli investigatori prima puntano gli obiettivi – è il caso di dirlo – su Carrara. E’ in corso un ripascimento e hanno tutta l’intenzione di capire come si stiano svolgendo i lavori. Video e foto in quantità, per circa una settimana. Poi, pochi giorni dopo (siamo a marzo) la stessa attività prosegue a pochi chilometri di distanza, sulla costa massese. Gli 007 sono instancabili: entrano “in servizio” il mattino alle 6,30 e abbandonano il lungomare soltanto dopo le 18, quando il buio impedisce di proseguire il ripascimento.
Il risultato? Decine e decine di foto, con indicazione dei viaggi effettuati dai camion, della loro provenienza, addirittura della targa. Perchè – questa è l’opinione di chi ha realizzato il dossier – qualcosa non torna. L’idea è che sulle coste siano arrivate parecchie tonnellate in meno rispetto a quelle richieste (e pagate) dal comune di Carrara (competente per il proprio tratto) e dalla Provincia (che ha, invece, la competenza sui lavori lungo il litorale massese). Con una differenza: che oltre Foce la pesa c’è, dalle nostre parti, invece, no. Quindi i camion arrivano e non sono costretti, tutti quanti, alla verifica delle quantità trasportate.
L’imprenditore che ha commissionato il lavoro agli 007, quando ha in mano le 500 pagine di dossier, ritiene che la cosa più corretta sia consegnarlo alle forze dell’ordine. Ai suoi occhi il materiale raccolto conferma – ma ripetiamo che questa è la sua posizione – un doppio danno: alle casse di Comune e Provincia e alla collettività che, nonostante la spesa (si tratta di soldi pubblici), si ritrova – questo il timore degli 007 e dell’imprenditore – con meno sabbia di quella dovuta.
Fatto sta che la spy story perde i connotati cinematografici: il materiale video-fotografico finisce nella mani degli inquirenti. E, accompagnato da una denuncia dell’impreditore, avrebbe “inaugurato” un’inchiesta sui lavori al mare (e – a quanto pare – non solo su quella realizzati a Massa).
Adesso il tema torna d’attualità, di fronte ad un nuovo ripascimento: non più un intervento tampone, ma un’operazione che, dopo la realizzazione delle opere di difesa (geotubi) dovrebbe garantire la ripresa del litorale.
