Tragedia nella tragedia, nel naufragio della Costa Concordia: per tutta la giornata è andata via via aumentando l’angoscia per la sorte dei dispersi che mancano all’appello delle 4.232 persone presenti sulla nave ieri sera. Ma, conti alla mano, si tratta di un numero che oscilla intorno alle 40 persone: che non vengono considerate disperse in mare, ma che potrebbero essere tra i sopravvissuti non conteggiati oppure, purtroppo, rimasti intrappolati nella parte sommersa dello scafo.

A 24 ore dall’incidente, infatti, ancora nulla di definitivo si sa per quanto riguarda il numero di chi non risulta dagli elenchi dei sopravvissuti soccorsi e fatti rientrare alle proprie abitazioni o ospitati negli alberghi. Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi in serata ha parlato di 41 persone da rintracciare: “Delle 4.232 persone che, secondo gli elenchi forniti, erano a bordo della nave al momento ne sono stati rintracciati 4.191. La verifica fra gli elenchi va avanti: è un lavoro lungo che ritengo si protrarrà fino a stanotte”.

Di certo c’è che in mare non si sono trovati altri corpi che quelli delle tre vittime, anche perché la zona dove la nave si è “spiaggiata” è stata ispezionata da sub, elicotteri e imbarcazioni. Diverso il discorso per l’interno della nave: il personale speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco ha ispezionato i ponti che sono fuori dall’acqua, che sono però in verticale, visto che la nave è capovolta a quasi 90 gradi. Non è stato, invece, ancora possibile entrare nella parte sommersa per motivi di sicurezza

da Il Tirreno