La centralina della Lugnola è stata disattivata: lo scrive in una nota il comitato Sos Carrara segnalando che, contrariamente agli accordi siglati tra il comune di carrara e gli ambientalisti per la chiusura della battaglia legale sulle polveri sottili, l’impianto per il rilevamento del pm10 è stato dismesso nei primi giorni di gennaio. Una notizia che ha colto di sorpresa l’assessore all’Ambiente Andrea Vannucci, che pure ha  confermando l’impegno assunto dal comune di carrara: “Come avevamo detto agli ambientalisti la nostra intenzione era quella di tenerla in funzione fino all’apertura della strada dei marmi”, ha commentato Vannucci, il quale ha ammesso di non essere aggiornato su questa vicenda. La gestione  e la competenza della centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria è infatti della Provincia, o meglio lo era fino a qualche mese fa è stato stabilito per legge che le cosiddette centraline di fondo – quelle dotate di un maggior raggio di azione – sarebbero andate in capo alla Regione Toscana. Le altre centraline, quelle da traffico, sono rimaste invece sotto la competenza di Palazzo Ducale che però, a corto di fondi, ha deciso di tagliare quelle ritenute non strategiche: “Accollandoci le spese di mantenimento, abbiamo rinviato per due volte la dismissione dell’impianto della Lugnola, che invece di essere disattivato a inizio 2011 ha lavorato per tutto lo scorso anno”, ha dichiarato stamani l’assessore all’Ambiente della provincia di Massa-Carrara Livio Grillotti.  “Da lunedì l’impianto è stato dismesso”, ha confermato l’assessore, dichiarando che dal Comune di Carrara non è arrivata alcun segnale in senso contrario. Secondo Grillotti non è escluso che si siano verificati “errori di comunicazione”, tra comune e provincia. “Siamo disponibili a ridiscutere la questione” ha aggiunto l’assessore, precisando però che nel caso in cui piazza 2 giugno chiedesse di mantenere attivo l’impianto, se ne dovrebbe accollare anche i costi.