Bene la tassa di soggiorno, a patto però che sia accompagnata da una politica che rilanci il turismo. Lo chiede il consigliere comunale del Pdl Stefano Caruso che precisa: “la riduzione dell’importo della tassa e la sua applicazione limitata al massimo per 5 giorni di soggiorno, proposta dalle associazioni di categoria, non è un criterio che possa portare denaro sufficiente per investimenti successivi”. Secondo Caruso, occorre un’adeguata politica di rilancio dei servizi, a partire da un piano degli alberghi e delle strutture ricettive; un piano dell’arenile e, soprattutto, un piano del commercioper la fascia costiera, sinergie mai applicate tra albergatori e balneari, commenta il consigliere d’opposizione, che continua: “la vacanza, soprattutto in strutture a 4 stelle, non può costare solo un euro al giorno, anche perché non si può considerare “povero” il turista che sceglie questa formula”. E dunque, secondo Caruso, per hotel ad 1 o 2 stelle, gli ostelli, gli affittacamere ed i bed and breakfast si potrebbe applicare un euro di soggiorno; per i 3 stelle 2 euro; per i 4 stelle 3 euro; per le successive stelle 4 euro. E il denaro servirebbe a potenziare le strutture e i servizi, oltre che “sfamare” il settore cultura. Un criterio, quello delle tariffe a fasce, che è stato applicato arrogantemente anche per le mense scolastiche, commenta Caruso: chi più guadagna, più deve contribuire. Lo si faccia anche per la tassa di soggiorno, dichiara Caruso, che lancia un appunto su come siano state subito accolte dal sindaco Pucci le richieste delle associazioni di categoria coinvolte, a differenza di quei cittadini che nei giorni scorsi hanno protestato a gran voce contro l’aumento indiscriminato delle tariffe mensa.
