E’ stato condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione, il macedone di 41 anni, MemetiSinan, indagato per sequestro di prostitute romene, sfruttamento della prostituzione, e reati tra cui furti in appartamento e rapine effettuate nelle varie province del Nord Italia, in particolare Brescia e Trento dove gravitava. Lo scorso anno è stato arrestato dalla squadra mobile e oggi è arrivata la condanna a dieci anni e sei mesi. Il Giudice De Mattia ha disposto anche la sua espulsione dal Territorio Nazionale all’atto della scarcerazione. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dr.ssa Rossella SOFFIO, sono iniziate all’alba del 13 agosto 2010, quando un’amica della prostituta romena rapita aveva lanciato l’allarme perché non aveva visto rientrare la collega. Serrate le indagini della Mobile che la notte stessa ha rintracciato la rumena: La donna, condotta a Massa, ha raccontato agli agenti del sequestro subito, delle minacce con la pistola e dei ripetuti abusi. L’uomo, aveva come complice,suo malgrado, la figlia di 16 anni, maltrattata e minacciata dopo essere stata sottratta dal padre ai servizi sociali a cui era stata affidata. Nel frattempo l’aguzzino aveva sequestrato un’altra prostituta con la stessa modalità operativa. Ma è stato bloccato dagli agenti a Boario Teme, la notte del 25 agosto 2010 mentre si apprestava a commettere un’altra rapina a mano armata. L’uomo è stato condotto al carcere di Brescia e poi trasferito in quello di Prato. Importante la collaborazione della figlia con gli inquirenti. Attualmente è affidata ai nonni materni e ha ripreso gli studi. Il Giudice ha accolto in pieno le richieste dell’accusa: la pena stabilita inizialmente a 15 anni è stata ridotta a 10 per la scelta del rito abbreviato. L’uomo non potrà più esercitare la patria potestà.
