Era l’11 settembre del 1944 quando in tutta la città vennero affissi manifesti di ordine di sfollamento. L’area tra la Valle di Serra, Seravezza, Querceta, Forte dei Marmi fino a Carrara e tutta la zona di montagna era stata dichiarata zona militare e di conseguenza la popolazione civile doveva abbandonare le proprie case entro il 15 di quel mese. A familiari e lavoratori impiegati in unità tedesche – si legge sul manifesto – era stata data la possibilità di alloggiare a Sarzana e dintorni. Gli invalidi di guerra ed i familiari di militari tedeschi o nuove leve italiane avrebbero trovato un treno alla stazione di Massa con destinazione nord Italia. Tutti gli altri i cittadini avrebbero dovuto eseguire gli ordini in pochi giorni per scampare alla morte; chi veniva trovato nella zona militare senza un permesso valido sarebbe stato trattato come elemento sospetto e ribelle. Il comando germanico diffondeva, quindi, nelle case, l’ordine di evacuazione da quella che allora era la provincia di Apuania con le indicazioni su dove dirigersi. Chi a Parma, chi al nord, ma per buona parte la popolazione si rifugiò nelle campagne, in grotte, sulle montagne, nelle cave, per poi in parte ritornare e combattere per riprendersi la città.
