Ancora si attendono le promesse dichiarazioni chiarificatrici della dirigenza del maxi impianto Nuovo Pignone-GE Oil&Gas di viale Zaccagna ma, nel frattempo Italia Nostra tenta di ipotizzare i nuovi scenari che si apriranno sul territorio tramite i dati che, fino ad oggi, ha potuto acquisire. Il gas metano, bruciando nelle camere di combustione dell’impianto produce calore atto a riscaldare grandi quantità d’acqua che, trasformatasi in vapore fa girare l’albero di una turbina che si trova nel modulo “Gas Turbo Generation”. Il vapore, attraversando forzatamente dei tubi sempre più piccoli, aumenterebbe la sua pressione fino a trasformarsi in un potentissimo getto che, colpendo le pale della ruota della turbina, la mette in azione e la fa ruotare alle velocità programmate. Nel maxi stabilimento di Viale Zaccagna l’intenzione sembrerebbe essere quella di eseguire collaudi per lunghi periodi al fine di verificare quali metalli e materiali si prestino di più a sopportare le forze di corrosione provocate dal calore. Collaudi protratti necessari a testare quale debba essere il modo migliore per sottrarre il calore che si accumula sulle turbine e se i moduli possano quindi essere sicuri in fatto di resistenza per operare vicino ad aree intensamente abitate. Proprio per indagare sulla sicurezza dei moduli “Gas Turbo Generation”, insediatosi nel Nuovo Pignone sarà allestito come una “Testing Station”: qui si controlleranno le tecnologie costruttive, l’efficienza e i limiti di resistenza dei moduli, eliminando i difetti di costruzione. “Tutte queste prove severissime di collaudo”, afferma allarmata Italia Nostra, “compresi possibili “incidenti di percorso” avverranno nel sito di Viale Zaccagna senza che le nostre istituzioni e la direzione dello stabilimento Nuovo Pignone-GE Oil&Gas abbiano ancora ritenuto loro dovere spiegare alla popolazione, quali lavorazioni vi saranno effettuate. Quando dovesse sentirsi un boato strano provenire da quello stabilimento, com’è successo in passato per Farmoplant e Rumianca”, concludono i membri dell’associazione, “solo allora ci si domanderà preoccupati cosa sia mai successo”.
