Come si fa a portare in rosso il bilancio di una società che possiede 7 farmacie? Questa la domanda provocatoria di Gianni Musetti, alla quale lui stesso risponde così: “Basta metterla nelle mani del partito democratico ed i suoi esponenti ci riusciranno in un battibaleno, con questo metodo anche le aziende sane vanno in rosso per il solito clientelismo di partito”. Il bilancio di Apuafarma ha una perdita di 170 mila euro, nonostante le sole farmacie comunali le garantiscano incassi per quasi 8 milioni di euro, i servizi cimiteriali più di un milione, 300 mila euro in più rispetto all’anno passato e il Comune contribuisca assegnandole oltre un milione e mezzo. Di fronte a ciò l’esponente de La Destra sottolineando come poche altre municipalizzate possano vantare simili introiti, inizia un’analisi dettagliata di più fattori. Il primo dato negativo risiederebbe nel costo del personale farmaceutico che, in soli 10 anni, sarebbe aumentato quasi del 90%, da 895 mila euro a 1.563,000, a fronte di un aumento medio annuale nazionale del 2,3%. Nel settore del trasporto scolastico poi, ci sarebbero state assunzioni a raffica, portando ad aumentare, in un solo anno, del 224% il costo del personale: da 38 mila euro a 125 mila. Altra operazione finanziaria sconveniente, e che Musetti definisce “suicida”, quella della vendita delle azioni societarie agli stessi dipendenti, azioni che sarebbero state vendute a 301 euro e riacquistate dalla stessa azienda per 350 euro: in due anni insomma le azioni di Apuafarma avrebbero fatto guadagnare ai dipendenti più di quanto rendano i titoli di Stato. Infine ci sarebbero gli affidamenti degli affidamenti, ovvero i servizi affidati all’azienda dal Comune e che, la stessa Apuafarma, avrebbe affidato a sua volta, inspiegabilmente ad altre società pubbliche, quali Amia o la Pubblica assistenza. “Il fatto allarmante”, conclude Musetti, “è che anche all’interno dell’azienda i dirigenti e i contratti sono aumentati, affiancati da assunzioni di nuovo personale, arrivando a 176 dipendenti diretti, coordinatori e dirigenti ovunque e, nell’ultimo anno anche un’unità dirigenziale atta a rapportarsi col settore farmaceutico, per un totale di 54 mila euro l’anno”.
