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Preoccupato si, soprattutto se verrà accertato che l’incendio è doloso. Parla ugo bosetti, presidente di Cermec, la parte pubblica di erre erre e liquidatore della società, fallita nei giorni scorsi, dopo che il tribunale di Massa ha accolto l’istanza dei creditori. Bosetti parla senza nascondere nulla: anche per lui è difficile che si possa trattare di un cortocircuito. L’impianto era fermo da troppi mesi, ma nulla è impossibile. Fatto sta che adesso si contano i danni e sono ingenti: Bosetti parla di milioni e milioni di euro. I macchinari erano stati messi all’asta e già acquistati in parte da una società milanese. Parte di quell’acquisto è certamente andato perduto. Erre Erre era però coperta da assicurazione, per volere dei soci Cermec che a marzo pur nelle difficoltà economiche, decisero di rinnovare l’assicurazione. Preoccupato Bosetti anche perché il clima non era stato dei migliori neanche i mesi scorsi. Due i furti ad ErreErre: il primo pochi giorni prima del sequestro, con il quale fu rubato l’intero dossier cartaceo e digitale che certificava le uscite e le entrate dei materiali nell’impianto. Il secondo pochi giorni fa ad alcuni attrezzi e materiali ferrosi. Adesso l’incendio che danneggia un impianto nuovo. C’è poi un’altra coincidenza. Quel rifiuto secco, proveniente da cermec e destinato alla produzione di bricchette era stoccato lì da mesi, perché dopo il sequestro nessuno ha potuto più trattarlo. Le vasche ne contenevano circa 800 tonnellate e il presidente Cermec con il suo staff avevano da poco trovato l’accordo per svuotarle. Nei prossimi giorni, in pratica, dovevano partire i lavori di svuotamento delle fosse. Ma qualcuno glielo ha impedito, sempre che il dolo sia accertato.