servizio completo alla pagina telegiornale 25.07
Ore 4 e 45: scoppia un incendio alla Erre Erre, l’impianto di bricchettaggio, fermo da circa otto mesi, sotto sequestro della magistratura e la cui società è fallita per richiesta dei creditori. Il fuoco parte dalla vasca di assemblaggio rifiuti, in cui erano stoccati circa 800 tonnellate di rifiuto secco urbano già differenziato. Dalla vasca il fuoco si sparge all’interno dell’impianto e arriva ai macchinari che valgono milioni di euro. I danni sono ingenti, ma non ancora quantizzati. L’allarme lo danno due operai di una ditta confinante. A quell’ora non c’era nessuno al Cermec, l’impianto di riciclaggio dei rifiuti che condivide il piazzale con ErreErre. In pochi minuti arrivano sul posto vigili del fuoco, carabinieri, il sindaco di Massa Roberto Pucci, il presidente di Cermec Ugo Bosetti, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani. Il fatto appare subito molto grave e secondo gli inquirenti la pista dolosa è quella più probabile. L’impianto infatti è quasi sempre stato inattivo, ma otto mesi era completamente fermo, per problemi di bilancio e di macchinari che non riuscivano ad andare a regime. Poi la magistratura ha messo i sigilli nel maggio scorso ed è stata staccata corrente e gas. Difficile quindi un cortocircuito o l’autocombustione, di notte e a temperature non elevate. I vigili del fuoco spengono l’incendio in tre ore. Si sprigiona una nuvola nera che invade la zona industriale e si sparge il panico. Sul posto anche i Noe di Firenze e l’Arpat. Le prime analisi dicono che non c’è nessun pericolo. Non è bruciato nulla di tossico. Ma la gente scappa di casa e si dirige verso la montagna. Il ricordo di farmoplant è ancora troppo vicino.
