Decine di bagnanti colpiti da congiuntivite dopo un bagno in mare, nel tratto di fronte all’alberghiero, e scoppia il caso inquinamento indotto dal Fosso Silcia ed ai lavori in corso nell’area attraversata dal canale. L’allarme è stato lanciato, attraverso le pagine di un quotidiano locale, dal consigliere Stefano Benedetti e prontamente l’Arpat smentisce. Innanzitutto, c’è da dire che né il dipartimento né gli ospedali cittadini hanno ricevuto alcuna segnalazione di malesseri attribuibili alla balneabilità del mare. Poi, premettendo che saranno comunque avviate verifiche sui corsi d’acqua, l’Arpat fornisce le spiegazioni tecniche: il Fosso Silcia non recapita direttamente in mare, ma confluisce nel Brugiano che sfocia in mare in una zona diversa e distante da quella sotto accusa. Nelle vicinanze dell’istituto Alberghiero arriva, invece, il Torrente Ricortola. L’area attraversata dal Silcia, dove sono stati avviati i lavori di costruzione del nuovo Ospedale, è stata caratterizzata e bonificata con tanto di rilascio della relativa certificazione, come previsto dalla norma della Provincia di Massa Carrara. Il tratto di mare in cui i bagnanti avrebbero accusato problemi agli occhi, è sotto il controllo mensile dell’Arpat; lì è stato individuato uno dei punti di prelievo per il monitoraggio delle acque di balneazione e dagli ultimi esami, di soli 10 giorni fa, i risultati rientrano nei limiti previsti per i parametri microbiologici. Non solo. Il monitoraggio delle acque di balneazione è esteso anche alla verifica di alghe che possono avere effetti tossici sull’uomo.
