Le voci sui ritardi nei soccorsi sono corse parallele a quelle della morte del piccolo Aliou. La ricostruzione dei fatti è quasi un unanime in città ed l’interrogativo più forte è se la macchina dei soccorsi abbia funzionato a dovere. Aliou è morto per annegamento, tecnicamente si tratta di una morte per asfissia; i tempi in cui sopraggiunge sono veramente ridotti: pochi minuti e non c’è più nulla da fare. Ecco perché diventa decisivo avere una macchina dei soccorsi in grado di partire subito e non attendere quei maledetti minuti di troppo, quelli che poi fanno la differenza. Le indagini si concentreranno proprio sui quei minuti iniziali, sulla quella richiesta di soccorso che non sarebbe stata del tutto recepita, su quel mancato coordinamento. In questi casi, ma sul registro degli indagati non ci sarebbe nessuno, si potrebbe profilare il reato di omicidio colposo; ma è troppo presto per giungere a conclusioni.

Come funziona la macchina dei soccorsi a Marina di Carrara? In servizio ci sono i bagnini della cooperativa operanti lungo tutto il litorale ed utilizzano per i soccorsi oltre al normale equipaggiamento tra cui baywatch e salvagenti anche i patini per gli interventi in mare. Nessuna moto d’acqua né lancie in mare per interventi rapidi. Eppure spostandoci di qualche decina di chilometri a Livorno è in funzione da quest’anno una indroambulanza per interventi di primo soccorso. Nient’altro che una piccola imbarcazione dotata di moderni equipaggiamenti per dare un concreto aiuto agli operatori. E poi le moto d’acqua, utilizzate in molte spiaggie italiane, velocizzano i soccorsi e sono più duttili che l’idroambulanza. La tragedia di Aliou probabilmente non sarebbe potuta essere evitata ma è giusto che diventi un’occasione per una vera riflessione sull’apparato di sicurezza marittimo di Marina di Carrara.