Il consiglio comunale di Massa avrebbe dovuto rispettare la volontà dei cittadini espressa con il referendum e votare all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere Marchi. Lo sostiene Andrea Giusti, dell’udc, nonostante l’Unione di Centro aveva sostenuto gli effetti disastrosi del Sì. Il documento è invece passato con le presenza sufficienti per garantire il minimo legale, a causa delle assenze volute di alcuni consiglieri, anche di chi ha promosso il referendum popolare. Il popolo dei Referendari, dice Giusti, quando si tratta di formulare una proposta concreta, si disgrega in una moltitudine di posizioni diverse e incompatibili. L’UDC esprime grande preoccupazione per la situazione di incertezza e sostiene che sia il momento di avviare una discussione costruttiva sul tema delle partecipate, cercando di incrociare il processo di privatizzazione in corso fino ad oggi, con la volontà espressa dai cittadini nel referendum sull’acqua.