Soddisfatto il gruppo Meetup di Carrara dopo il risultato della consultazione referendaria che avrebbe inequivocabilmente rivelato la volontà degli italiani, contrari ad una gestione o ingerenza di soggetti privati nel servizio idrico. Proprio l’esito del referendum si accompagna alle recente modifica dello statuto del Comune di Carrara che riporta: ‘’Il comune di Carrara riconosce il diritto umano all’acqua ossia l’accesso all’acqua come bene comune pubblico di tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte, sono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà’’. Il gruppo tiene anche a sottolineare come lo statuto dell’attuale gestore del servizio, GAIA SPA, stabilisca che: “Il Capitale Sociale deve essere detenuto esclusivamente dai Comuni rientranti nell’Ambito Territoriale Ottimale N.1’’. Obbligo del primo cittadino, adoperarsi in ogni sede affinché la volontà dei cittadini venga rispettata, si afferma dal Meetup, “in particolare
che intervenga nell’Assemblea degli azionisti, di cui lo stesso Comune è uno dei maggiori soci, riportando il proprio voto contrario al processo di privatizzazione, e che compia tutti gli atti necessari per far sì che emergano le cause che hanno portato la società in una condizione di difficoltà finanziaria”. Oltre che domandare al sindaco di vigilare affinché tutti gli amministratori in carica nelle società partecipate dal Comune abbiano i requisiti necessari richiesti dal ruolo che ricoprono, il Movimento 5 Stelle carrarese chiede che d’ora in avanti, tutti gli amministratori di simili società siano nominati mediante consultazione referendaria diretta da parte della popolazione.
