Vincere. Un verbo che mancava da troppo tempo nei campionati della Carrarese. Esattamente da 19 anni fa quando la società di piazza Vittorio Veneto festeggiava la promozione in C1 con in panchina un allenatore che poi avrebbe fatto tanta strada Gigi Simoni. Domenica finalmente è tornato l’azzurro in cielo e la Carrarese ha fatto ritorno a casa nella sua categoria di sempre: la C1. Erano in 5 mila domenica allo stadio ed erano in centinaia ieri pomeriggio i tifosi per festeggiare la promozione assieme alla squadra nel centro della città in piazza Gramsci. Sul palco sono saliti per primi i dirigenti: l’amministratore delegato Andrea Borghini e il presidente Fabio Oppicelli. Poi è stato il turno dei giocatori: uno ad uno sono sfilati i protagonisti di questa annata strepitosa, per tutti cori e bandiere al vento. Prima di arrivare al primo artefice di questa promozione, è stato il tecnico Francesco Monaco a salutare i tifosi, per lui probabilmente si tratta dell’ultima apparizione come tecnico di questa squadra. Infine è arrivato il deus ex machina di questa promozione, il costruttore del progetto carrarese, l’ammiraglio della squadra: il direttore generale Nelso Ricci. Con le lacrime agli occhi ha salutato il pubblico e si è lasciato andare alla promessa di costruire una squadra per traguardi ambiziosi.

Il sindaco Angelo Zubbani non si sbilancia a dire quale sarà l’obiettivo del progetto Carrarese e allora lo facciamo noi. La società che sta nascendo in queste settimane con l’ingresso della famiglia Lucarelli, di Gigi Buffone e dell’armatore napoletano Alexis Tomasos, sta cercando di allestire basi solide per dare vita ad una programmazione importante. L’intelaiatura della squadra già c’è e se al direttore generale Nelso Ricci sarà dato l’ok si farà trovare pronto per rinforzare la squadra e puntare dritti alla serie B. Un traguardo ambizioso certo e che non si può costruire solo con le parole ma con i fatti.