C’è preoccupazione in città e anche la politica s’interroga circa il futuro della sanità. Certo che si attende l’apertura dell’ospedale unico per acuti ma, mentre di quest’ultimo non è stata ancora posata la prima pietra, l’impressione è che l’attività del monoblocco di Carrara venga depotenziata di giorno in giorno, sotterraneamente ma inesorabilmente, come già denunciano diversi operatori, medici e infermieri. E se il settimo piano non è stato chiuso come promesso il 1° giugno, le intenzioni non sono però mutate. Da parte sua il consigliere Piero Marchini del Prc denuncia un singolo caso che dovrebbe servire a prendere coscienza della fase critica che la Asl provinciale starebbe vivendo. Qualcuno, a seguito di un incidente si sarebbe recato al pronto soccorso. Trasferito in ortopedia al paziente sarebbe stata prescritta una risonanza magnetica: unica data disponibile però il 17 settembre. Ben 5 mesi di attesa che, solo dopo la scoperta di complicazioni che richiedevano l’intervento chirurgico sono stati nettamente ridotti, anticipando l’analisi al 20 maggio. Quello che ci si chiede allora è se simili rallentamenti, oltre a provocare disagi nella cittadinanza, giochino a favore della Azienda sanitaria: possibile infatti rivolgersi altrove, addebitando comunque i costi all’Asl provinciale. Risultato: aggravamento delle patologie e maggiori spese. Di tutto questo si è parlato questa mattina presso la commissione consigliare sociale e sanità, ripromettendosi di stilare prossimamente un documento che ponga nuovamente l’attenzione sulla salute della sanità carrarese: un ossimoro certo, che ben rappresenterebbe però la situazione attuale.
