“Questo ambiente che abbiamo in prestito dai nostri figli lo stiamo irrimediabilmente distruggendo per far accumulare enormi ricchezze nelle mani di pochi”, questo ammonimento proviene dal Circolo Giordano Bruno del Sel carrarese che, all’indomani della rottura del tavolo del marmo, tiene a sottolineare: “Riteniamo che non sia sufficiente una politica tariffaria per garantire un giusto utilizzo della risorsa marmo; non basta che gli industriali, le cooperative e le multinazionali paghino di più. Certo è importantissimo, ma non sufficiente”, prosegue il portavoce Vittorio Briganti, “è invece indispensabile arrivare a ragionare del marmo e delle montagne come elementi da proteggere, e senza dimenticare che i pochi “oligarchi” dell’estrazione, della lavorazione, del commercio del marmo e dei “sassi” da sempre hanno condizionato la vita politica e amministrativa della nostra città, influenzandone le scelte economiche di fondo: dalla viabilità ai trasporti, ai piani strutturali, al commercio marittimo e portuale, al turismo e alle aree industriali. E’ ora di dire basta”, conclude, “e iniziare a lavorare per un’altra Carrara”.