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La colpa di quanto accaduto alla sanità apuana è principalmente della politica locale; lo sostiene Andrea Brachi, segretario regionale funzione pubblica CGIL settore sanità. Il problema è nato da scelte ed errori locali, da un ospedale unico che doveva razionalizzare i servizi, utilizzare meglio il personale e far risparmiare, ma che in 7 anni non ha visto ancora posare la prima pietra. Di tutto questo si è discusso, questa mattina, alla ex torre Fiat, dove era in corso il Direttivo Regionale della Funzione Pubblica CGIL.
La Regione sarebbe pronta a dare segnali forti coprendo in parte il disavanzo Asl e diminuendo il bilancio annuale; al momento l’azienda di Massa Carrara ha un altissimo bilancio di 400 milioni di euro, di cui 150 milioni per i circa 3000 dipendenti, una cifra, quella per il personale, in linea con le altre aziende. La finanziaria, invece, impone la riduzione sul personale e la CGIL locale non se la sente di promettere posti di lavoro che non arriveranno. Si batterà per l’occupazione e la tutela dei servizi che si stanno perdendo, tra gli ultimi la diminuzione degli orari che hanno toccato psichiatria. Era meglio una riorganizzazione completa, fattibile grazie al nuovo ospedale, lamenta la CGIL, invece si va avanti a pezzetti.
