Il punto nascita di Pontremoli ha chiuso le attività lo scorso 23 febbraio per i pochi parti annuali, circa 200, contro i 1000 richiesti dal Ministero della Salute per una struttura di 1° livello. Molte le polemiche politiche e della cittadinanza perché, si diceva, le partorienti avrebbero dovuto fare chilometri per arrivare all’OPA di Massa, con rischi sia per la madre che per il neonato. E i fatti sembrano dimostrarlo. Nei giorni scorsi c’è stato un intervento urgente al Sant’Antonio Abate su una donna che presentava un distacco di placenta. Sarebbe dovuto intervenire un ginecologo in servizio di reperibilità, ma dal suo arrivo a Pontremoli sarebbe passato troppo tempo; è stato avvisato un medico della zona che in pochi minuti è arrivato in ospedale ed ha effettuato il taglio cesareo. Di questa mattina la notizia di un altro parto d’urgenza. Protagonista una coppia marocchina residente ad Aulla; la giovane madre, di 20 anni, nella notte si è sentita male ed ha chiamato il 118. Ha fatto tutto il percorso regolare al presidio di Pontremoli, ma i tempi sono precipitati nelle ultime ore. Avendo perdite consistenti, è stata trasportata all’ospedale di Pontremoli, dove è tutt’ora attiva la guardia del personale sia Medico che Ostetrico dalle 8 alle 20. Assistita dal suo medico, l’èquipe ha proceduto a far nasce la bambina, con parto naturale. Neonata e mamma, ora si trovano all’OPA.