Dopo mesi di attesa, con la paura di un possibile commissariamento, ieri mattina è stato approvato il bilancio di previsione 2011 della Provincia di Massa Carrara. I dati precisi non sono ancora disponibili, ma pare che ci sia poco di cui discutere. La Provincia tira la cinghia come mai aveva fatto prima d’ora. La manovra vale circa 89 milioni di euro. Il bilancio si è chiuso anche grazie ad un passo indietro della Regione Toscana, che ha ridimensionato i tagli, all’ultimo momento, riducendoli rispetto a quello che ci aspettava. Rimane comunque un meno 35% sui trasferimenti dalla Regione all’ente Provincia che, “in soldoni”, significano meno 2,6 milioni di euro. A questi vanno sommati i 2 milioni di euro in meno che lo Stato ha deciso di far mancare a Massa Carrara. Con la stagione estiva alle porte, i settori che maggiormente risultano colpiti da questi tagli sono il turismo e la cultura. A secco il settore turismo a cui rimangono da spendere circa 100 mila euro, con i quali, ha spiegato l’assessore competente Sara Vatteroni, sarà possibile fare ben poco: verranno garantiti i punti di informazione turistica e il bus sotto le stelle. Così si riduce il settore a pochi mesi dall’avvio della stagione: impossibilitato a fare promozione e programmazione e bisognosa di un serio aiuto da parte dei privati e delle categorie, che intanto si sono autofinanziati una brochure con cui la provincia verrà presentata a Berlino, in occasione del “Magic Tour” europeo. Non sta certo meglio il settore cultura che avrà a disposizione ben 50 mila euro, soldi in realtà non spendibili, perché legati al Pic, ovvero ai progetti regionali per i quali è obbligatorio il cofinanziamento. I progetti sono quelli di promozione dei musei e delle biblioteche e nel campo dell’arte contemporanea; in pratica è come se fossero degli storni, come se la provincia non li avesse. A rischio quindi anche il Festiva Lunatica? L’Assessore Venè dichiara di non voler rinunciare a quello che è diventato uno dei festival più importanti in regione e infatti si sta dando da fare per cercare sponsorizzazioni private e altri canali di finanziamento per impedire che si interrompa. <<Da soli oggi gli enti non ce la possono fare_ conclude Lara Venè_l’unica via di uscita è creare una sinergia tra tutti gli enti e i comuni per rilanciare insieme il settore e salvare il salvabile; dire che siamo senza soldi e che non è più possibile far nulla non è la soluzione>>
