Sarebbe uno dei principali indagati nell’ambito dell’inchiesta sul maxi buco della sanità apuana. Ermanno Giannetti, ex direttore ammnistrativo della Asl, fivizzanese doc, dallo scorso marzo è stato sospeso dall’incarico. E ieri, la Guardia di finanza ha fatto irruzione nelle proprietà del dirigente. Un blitz in pieno giorno per scoprire qualcosa di più sui possedimenti di Giannetti. Gli uomini delle fiamme gialle hanno messo i sigilli al canile di Pognana, proprietà di Giannetti, appassionato di cani da caccia. Sulle recinzioni del canile, oggi senza animali, i militari hanno messo un cartello con la scritta: <<area sottoposta a sequestro preventivo>>. Nella stessa mattinata i finanziari hanno fatto irruzione anche nella casa del padre di Giannetti, oggi di sua proprietà, un’abitazione nel pieno centro di Fivizzano. Gli uomini hanno forzato l’ingresso e si sono trattenuti per un po’ di tempo al suo interno. Che cosa cercassero è al momento top secret. L’operazione della GF è scattata su disposizione del Gip Giuseppe Laghezza ed è collegata all’inchesta sul maxi buco nel bilancio della sanità apuana, stimato a 270milioni di euro. Gli inquirenti al momento mantengono il più stretto riserbo. Una delle ipotesi dei sigilli al canile di Pognana riguarda una parte dell’inchiesta, secondo la quale l’allevatore serbo che lavorava al canile di Pognana potrebbe essere stato un tramite per trasferire denaro all’estero. La asl apuana ha avviato una procedura di licenziamento nei confronti di Giannetti nello scorso marzo. L’ex dirigente è anche oggetto di una diffida del presidente della Toscana Rossi che lo obbligherebbe a pagare 88 milioni di euro per il danno provocato alla Asl.
