Era il dicembre 2009, scrivono Ferri e Mugnai consiglieri del PdL regionali e membri della commissione sanità, anno in cui  la Deloitte si aggiudicava un appalto per oltre 700mila euro per la certificazione dei bilanci delle Asl 1 di Massa Carrara,  di Lucca,  di Pisa,  di Livorno e  Viareggio. A formulare il bando è l’Estav Nord Ovest, e per l’affidamento della revisione contabile si nomina una commissione tecnica di cui fanno parte tra gli altri: il direttore amministrativo della Asl 12 di Viareggio Claudio Rapalini e il direttore amministrativo della Asl 1 di Massa Carrara Ermanno Giannetti, oggi indagato dalla Procura di Massa Carrara assieme all’ex direttore generale Antonio Delvino nell’ambito dell’inchiesta sul buco della Asl 1. In pratica, spiegano i due, a scegliere chi avrebbe controllato i bilanci era chi quei bilanci li redigeva. Fra l’altro la Deloitte avrebbe poi lavorato sotto la supervisione di un coordinatore scientifico, Niccolò Persiani, nonché socio fondatore della società di consulenza Taitle, titolare di incarichi di varie Asl per complessivi 800mila euro circa. La ricostruzione è del Vicepresidente della Commissione regionale IV, Sanità, Stefano Mugnai e del Presidente della Commissione d’inchiesta sulla Asl 1 Jacopo Ferri (entrambi Consiglieri regionali del Pdl), che oggi sono in grado di esibire la documentazione di tutti questi fatti. Si tratta, in particolare, dei documenti dell’Estav Nord Ovest dell’epoca, ovvero: il bando per la procedura negoziata di affidamento del servizio, la nomina della commissione tecnica, la delibera di aggiudicazione, in cui tra l’altro si spiega il peso avuto dalle «relazioni di valutazione, predisposte dall’apposita commissione tecnica, ovvero dal tandem Rapalini-Giannetti. Meccanismi gelatinosi, scrivono i due, che più si approfondisce, più sembrano essere stati una costante. E Ferri ribadisce: politicamente questo sistema ha nome e cognome precisi: Enrico Rossi, l’allora assessore regionale alla salute che proprio sui presunti pareggi contabili della sanità toscana ha fondato la sua campagna elettorale e la conseguente ascesa a presidente della Regione. Mugnai e Ferri ne fanno una questione squisitamente politica: “ci limitiamo alle valutazioni politiche e a sottolineare come tutto concorra a dimostrare una certa disinvoltura nella gestione dei bilanci, con il controllato che sceglie direttamente il proprio controllore e con sempre le solite figure e i soliti nomi al centro delle varie procedure di aggiudicazione