Era il 21 Giugno 2008, sono passati esattamente 2 anni e 7 mesi da quando scattò il primo allarme che fece temere per la stabilità dello storico palazzo di Piazza Matteotti. Da quel momento nulla si fece per evitare ulteriori movimenti all’interno di quello stabile che ospitava il teatro lirico più importante della Toscana, fino a che, l’anno successivo, il 7 Agosto 2009, la procura fu costretta a porre i sigilli e sequestrare l’edificio. In gioco erano le responsabilità da addebitare a chi, a partire dagli anni ’90, all’interno dello stabile fece ed approvò modifiche tanto sostanziali da cambiare i connotati all’intero palazzo. Uscite di sicurezza murate e scale demolite ma, soprattutto una pesante sopraelevazione che fece guadagnare alla società proprietaria un nuovo piano di appartamenti che vendette per migliaia di euro: parti offese infatti, oltre allo stesso Comune di Carrara, alcuni inquilini. Oggi, finalmente, il rischio provocato per la pubblica incolumità, non è più a carico d’ignoti, ma il rinvio a processo, con vari capi d’imputazione, tra i quali la truffa, fissato per il 3 marzo prossimo, è per 5 persone, con tanto di nomi e cognomi. L’amministratore della Caprice srl ed il presidente del rispettivo cda, Ugo Tolaini e Nella Pasquini, e le responsabilità non si arrestano alla società proprietaria di buona parte dell’immobile, ma si estendono anche a dirigenti e tecnici comunali: Claudio Bacicalupi, a capo dell’ufficio Urbanistica e Cesare Marchetti, impiegato nel medesimo settore. Ai 4 viene contestato di aver “in cooperazione tra loro, per imperizia e inosservanza della normativa in materia di idoneità statica e sismica delle opere in cemento armato”, cagionato il crollo parziale della parte centrale dell’edificio storico, “con conseguente pericolo per la pubblica incolumità”. Se ai responsabili della Caprice viene inoltre contestato di aver sostituito l’originario tetto a volte con pesante cemento armato tra il 1993 e il 1994, i funzionari comunali sono accusati di aver accettato, 10 anni dopo, l’istanza di sanatoria presentata in merito dalla società. Marchetti sarebbe stato negligente ed avrebbe eseguito con imperizia l’istruttoria affermando l’impossibilità di ripristinare lo stato iniziale della struttura. Bacicalupi, che dichiarò impossibile demolire le opere abusive, sarebbe responsabile, insieme a Marchetti, del crollo parziale e del collasso dei pilastri portanti. Tolaini e Pasquini inoltre dovranno rispondere anche del reato di truffa ai danni degli acquirenti degli appartamenti al 4° piano, Barbara Volpi e Marco Bedini, avendo “simulato d’essere affidabili venditori e omettendo d’informare circa la mancanza di certificazione essenziale di idoneità statica”. Con loro, indagata per gli stessi reati, l’amministratrice unica e legale rappresentante della srl Politeama Maria Teresa Tongiani.
