Ieri mattina, al loro risveglio e dopo la quinta notte che passavano in Piazza II Giugno, da Aggrate e Diamanti sono arrivate le forze dell’ordine un’ordinanza di sgombero che intimava loro di andarsene. Con la polizia anche il camioncino dell’Amia, il cui addetto ha provveduto a raccogliere tutto, coperte, cuscini e cibo. Ma Diamanti, ormai disperato, non ce l’ha più fatta, ha stretto le coperte gridando che non avrebbe permesso di portarle via. Insomma, alla fine, niente da fare, i due uomini resteranno. Intanto qualcuno, colpito dalla situazione, ha portato ai due una scodella di spaghetti fumanti, che hanno mangiato lì, di fronte a Palazzo Civico.

Proprio prendendo spunto dalla vicenda degli sfollati di Caina, Nicola Franzoni di Futuro e Liberta’ per l’Italia lancia una provocazione alla volta del sindaco di Carrara Angelo Zubbani: “Adesso ci vuole coerenza”, dice il segretario di Fli, invitando il primo cittadino ad applicare il trattamento riservato ai due sgomberati anche al mondo delle cave. Secondo Franzoni, infatti, tutti quelli che lavorano al monte sono come Aggirate e Diamanti, ovvero occupanti “senza titolo”, in quanto sprovvisti di titolo concessorio: ma in questo caso, conclude polemicamente l’esponente di Fli,  “ il nostro Sindaco non forza la mano e usa la linea morbida”, solo per continuare a proteggere gli interessi dei signori del marmo.

Mentre sotto il porticato del Comune di Carrara, Maurizio Diamanti e Salvatore Aggrate, i due cittadini sgomberati dalle palazzine di Caina martedì scorso, non intendono demordere e continuano la propria protesta, alcuni cittadini carraresi hanno deciso di dar vita questa mattina ad una raccolta firme per chiedere espressamente al Sindaco Angelo Zubbani di intervenire, fornendo ai due un alloggio, almeno temporaneo. “Fino a pochi giorni fa”, si legge nella petizione, “queste persone avevano una loro dignità: aiutiamole a ritrovarla”.