Se la battaglia politica sembra non portare ad alcun risultato i cittadini carraresi avrebbero tutti i diritti per uscire da gaia, l’azienda di gestione del servizio idrico. Per far questo da La Destra Gianni Musetti non ha dubbi: indire un referendum popolare. Quelli che il consigliere carrarese definisce baronati nominati dalla politica infatti, non avrebbero alcuna intenzione di lavorare per il bene della cittadinanza e, al contrario, continuerebbero a fare il proprio comodo alle spalle dei cittadini e degli interessi collettivi, distribuendo un bene primario come l’acqua in pieno regime di monopolio. Con uno studio legale di Carrara allora Musetti starebbe valutando le procedure per indire il Referendum, vagliando le procedure e sincerandosi che gli articoli referendari possano avere immediata attuazione e insindacabilità. Altro punto da esaminare inoltre sarebbe quello relativo alle alternative da proporre e proponibili: ribadire il carattere non economico dell’acqua e chiedere di uscire da Gaia, tornando alla vecchia gestione Amia, rischiando che l’esito favorevole però contrasti con le normative di legge nazionali. Una seconda possibilità invece, quella di sondare l’eventualità di affidare la gestione della distribuzione a più di una società, lasciando al consumatore diritto di scelta e al mercato libertà di concorrenza. Insomma, una partita tutta da giocare nella quale nulla sarebbe da escludere, secondo il portavoce de La Destra, mentre il voto popolare rimarrebbe ancora una certezza non eludibile da interessi di carattere politico e personale.