Il caso di Paolo Chisci, l’uomo che chiede un maxi risarcimento da 300 mila euro all’asl Versilia per la prescrizione di un farmaco che l’avrebbe reso dipendente dal gioco d’azzardo, non è unico al mondo. La notizia ha infatti fatto il giro d’Europa arrivando pure sulle colonne del quotidiano brittanico “The Guardian” che pur considerando il caso di Chisci unico in Europa ha sostenuto che esisterebbe un precedente negli Stati Uniti. Nel 2008 un poliziotto in pensione avrebbe fatto causa contro una delle più note aziende farmaceutiche ottenendo 204 mila dollari di risarcimento per le sofferenze subite e per le perdite al gioco oltre ad altri 8 milioni di dollari come danni punitivi. E il legame tra farmaci dopamino-agonistici e comportamenti compulsivi, nel caso di Chisci il gioco, sarebbe stato affrontato in un convengo nel 2008 a Chicago. Da qui è emerso che almeno il 13% dei 3mila pazienti esaminati avrebbe riscontrato fenomeni compulsivi. Tra gli effetti collaterali ci sono infatti ipersessualità, shopping compulsivo e dipendenza da pornografia.
