Se un tempo cambiavano le mode, gli usi e i costumi delle persone, oggi a cambiare sono le loro dipendenze. Se una volta, infatti, c’era la dipendenza da fumo, alcool, droghe e dallo shopping,oggi c’è la computer-mania. Secondo un recente studio condotto in America, si passa ogni giorno due ore e 10 minuti cliccando su siti internet.Una perdita stimata a livello economico attorno agli 800 miliardi di dollari l’anno. Da tempo Università e aziende hanno cercato di dissuadere i recidivi del computer bloccando i siti dei social network, proprio perché minacciosi per il rendimento dei lavoratori e degli studenti. Oggi scopriamo che si tratta di una vera e propria malattia, una dipendenza patologica che limita la creatività oltre che ridurre la produttività. L’altro fatto che ha incuriosito e stupito i ricercatori è stato l’aver riscontrato che molti navigatori del web letteralmente, leggendo le mail, vanno in apnea. La questione, dunque,  è seria e ci pone davanti ad un mutamento degli stili di vita che spesso si ripercuotono sul quotidiano e non sempre con effetti positivi. C’è infatti chi, la mattina, oltre a mettere sul fuoco la macchinetta del caffè, accende il PC. Una consuetudine anche per chi al rientro dal lavoro, la prima cosa che fa è accendere il computer. Certo oggigiorno c’è ancora chi non usa il computer per partito preso (come non usa l’ascensore o non guarda la TV), ma è anche vero che occorre adeguarsi al tempo che passa e magari cercare di vedere la macchina come un mezzo e non come un fine; uno strumento per migliorare le nostre capacità e non per assopire la nostra fantasia e creatività.