A innescare la miccia è stata una sentenza del Tar che ha dato ragione a una dipendente del comune che aveva ricusato un membro della commissione incaricata di giudicare l’esito di una selezione interna. Di qui, e in pochi giorni, si è arrivati alle denunce di raccomandazioni e assunzioni mirate ad agevolare figli o parenti di, in poche parole una parentopoli tutta carrarese. La prima vicenda a salire agli onori delle cronache è quella di Dariella Piolanti, amministrativa del municipio carrarese, che aveva chiesto l’estromissione del city manager Marco Tonelli dal gruppo di dirigenti incaricati di valutare l’esito di una prova per la progressione verticale di alcuni dipendenti: alla base di questa ricusazione, un’azione legale precedentemente avviata dalla stessa Piolanti contro Tonelli, che – come ha confermato il Tar lo scorso 30 dicembre – rendeva di fatto il direttore generale incompatibile con l’incarico di commissario. E se questa storia getta una prima ombra sulle modalità di selezione e promozione del personale di piazza due giugno, c’è chi è pronto a dire che nei prossimi giorni a carrara scoppierà una vera e propria “Parentopoli”: il primo a puntare il dito contro il municipio è in queste ore Nicola Franzoni, di Futuro e Libertà, che dopo aver studiato graduatorie e delibere, denuncia irregolarità nell’attribuzione dei punti dell’ultimo concorso di stabilizzazione indetto circa un anno fa dal comune nonché la presenza di “nomi sospetti” tra coloro che sono stati assunti a seguito di quel bando. “Nella lista di coloro che sono arrivati ai primi posti e che quindi si sono aggiudicati il posto troviamo figli di ex segretari, nipoti di assessori e tutta una serie di parenti di nomi importanti della scena carrarese”, ha denunciato oggi Franzoni, preannunciando che, come se non bastasse, nei prossimi giorni, potrebbero venire alla luce documenti ancor più compromettenti per i vertici di piazza due giugno. “Lettere di raccomandazione, messe nero su bianco” anticipa il segretario locale di Futuro e Libertà, lasciando intendere che questa parentopoli  in versione carrarese sarebbe solo all’inizio.