Il documento prodotto in fretta dal comune di Massa non ha portato a nulla e la multinazionale di Cleveland ha fatto sapere stamattina al sindaco Roberto Pucci di non ritenere accettabili le condizioni dell’offerta del Comune: 9 milioni di euro, con una moratoria di 5 anni e quindi pagamento dilazionato in dieci anni, in cambio della cassa integrazione in deroga per 4 mesi e poi per eventuali altri otto. Durante l’ultimo incontro al tavolo romano, la Eaton aveva chiesto un acconto di 200mila euro che il Comune non era in grado di versare e davanti alla controproposta aveva chiesto 24 ore di tempo per decidere. La trattativa è fallita e i 304 lavoratori massese sono di nuovo in mobilità. Ancora non si conoscono le motivazioni del rifiuto: da Cliveland è stato comunicato solo al ministro Romani che in serata avrebbe dovuto girare il documento al primo cittadino.
“Atteggiamento inqualificabile e inaccettabile”, commenta Marco Battistini della Fim Cisl; “La Eaton ha chiesto più volte le certificazioni e poi con i fatti ha dimostrato il contrario e nessuna responsabilità sociale. Non ci sono parole per descrivere queste azioni”. Intanto i lavoratori in fabbrica si stanno organizzando, nessuna protesta eclatante è prevista al momento, ma continuerà il presidio permanente e gli operai faranno turni anche per i prossimi giorni di festa. “Chiederemo tutti gli atti utili per capire a che punto sono i progetti di interesse e penalizzeremo la multinazionale”, aggiunge Alessio Castelli Fiom Cgil. Domani entrano in azioni gli avvocati che avvieranno 300 cause legali.
