Una delegazione del Pdl formata dal coordinatore provinciale Jacopo Maria Ferri, da Aberto Ricciardi, Lodovico Andreazzini, Stefano Benedetti, Stefano Fontanelli, Carlo Andrea Giorgi e Giuseppe Lieti ha presentato un documento sulla vertenza Eaton al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Poi ha informato il Coordinatore Nazionale del Pdl onorevole Denis Verdini, della grave crisi economica ed occupazionale che ha colpito il territorio apuano, evidenziando la necessità di sensibilizzare maggiormente alla questione il ministro Romani, che ha già fornito un grande contributo personale in questa prima fase di trattative.

 

La delegazione ha segnalato al governo anche proposte di Assindustria provinciale che ha consegnato al Pdl un documento con cui viene sollecitata la definizione del secondo Accordo di Programma per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale che insiste sul nostro territorio; passaggio ritenuto fondamentale per superare la grave crisi economica. «Se è vero, poi, che l’acquisizione dell’area Eaton è importante per la reindustrializzazione — afferma il Pdl —, è altrettanto vero che dovremo avere le idee chiare circa i presupposti da creare per favorire gli insediamenti industriali. Per evitare che le aree libere diventino, come in passato, oggetto di speculazioni immobiliari ed imprenditoriali servono le seguenti iniziative: il rispetto a breve termine da parte del governo degli impegni assunti per la realizzazione delle zone franche, definizione e sottoscrizione del secondo accordo di programma che prevede un risarcimento per la messa in sicurezza della falda e per il cosiddetto danno ambientale che varia da 90 a 110 milioni di euro, avvio della bonifica complessiva delle aree inserite all’interno del sin, nuovi finanziamenti per le imprese che intendono aumentare la produzione, utilizzo della legge 181/89 per la reindustrializzazione delle aree, sgravi fiscali per le aziende che si insedieranno sul territorio, a patto che rispettino precisi parametri occupazionali, temporali ed ambientali».

 

Viene criticato il Consorzio zona industriale che «in questi anni non ha fornito nessun contributo positivo per superare la crisi economica-occupazionale, anzi, ha sempre rappresentato un costo per la comunità che potremmo risparmiare arrivando alla definitiva chiusura dello stesso e passando tutte le competenze direttamente al comune di Massa. Anche in loco é necessario attivarsi, unitamente al governo, per realizzare ed aggiornare la mappa dell’ effettivo utilizzo attuale delle aree industriali, accertare lo stato attuale delle bonifiche ed il piano finanziario per la loro realizzazione, coinvolgere la Regione Toscana, gli istituti di credito e gli altri enti istituzionali in una strategia che preveda l’avvio di un percorso teso ad ottenere dal governo centrale consistenti risorse finanziarie ed un impegno concreto a sostenere le iniziative imprenditoriali realmente credibili e a lungo respiro, avvio di piani di riconversione industriale credibili ed efficaci con piani di sviluppo economicamente sostenibile e tali da garantire davvero gli investimenti e l’ occupazione. Per questi motivi, riteniamo che il governo debba porre particolare attenzione agli appelli rivolti dal centrodestra locale che già nel 2005 aveva lanciato l’allarme crisi. Riteniamo, infine, essenziale, che Assindustria ricopra un ruolo attivo con tutto il proprio peso istituzionale alle trattative in corso con la Eaton, quanto meno, per garantire maggiormente il buon esito della vertenza. Infine: intedniamo incontrare a breve i rappresentanti di tutte le categorie produttive, per un confronto di idee sulla crisi economica della nostra provincia».

 

da La Nazione