Il fatto risale alla notte tra il 31 luglio e il primo agosto, alla vigilia del Simposio di scultura, quando Gianni Musetti – esponente della Destra – insieme con Luca Lorenzi, ora passato a FLI e altri compagni di partito, avevano imbrattato con una sostanza rossa piazza dell’Accademia a Carrara, quella per intenderci dove campeggia la statua di Giuseppe Mazzini. Il gesto, volutamente provocatorio, arrivava dopo la morte dei connazionali in Afghanistan, e stava proprio a dimostrare il no dei militanti di Gioventù italiana a quella guerra e chiedere il ritiro immediato delle truppe. La vernice rossa rappresentava proprio il sangue dei connazionali caduti in guerra ed era stata versata nottetempo in oltre 50 piazze italiane, riempite da volantini con la dicitura “Neppure una goccia di sangue italiano versato per una guerra di altri”. Gianni Musetti consigliere comunale della Destra ricorda anche che non era stata usata vernice, ma una apposita soluzione per non macchiare la pavimentazione della piazza, poi ripulita dall’Amia. Il sindaco Zubbani aveva presentato denuncia contro ignoti. Ma è stato lo stesso Musetti insieme con i compagni di partito a dichiararsi pubblicamente come uno degli autori del gesto polemico pochi giorni dopo. E venerdì mattina Gianni Musetti e Luca Lorenzi dovranno presentarsi in aula per il processo. “Sono tranquillo – è il commento di Musetti -: non credo proprio che la cosa avrà un seguito, visto che il reato non sussiste. Al massimo potrei beccarmi una multa, come accade se si sporca il suolo pubblico, ad esempio gettando a terra una carta. La vernice che abbiamo usato, infatti, non ha provocato alcun danno alla pavimentazione o segni permanenti sul fondo. Si trattava di una provocazione a sfondo politico, un messaggio indirizzato al governo e non contro il comune, che non ha provocato alcun danno alla città.
