All’unanimità l’assemblea ha approvato oggi lo stato di agitazione: le cuoche infatti starebbero da mesi e mesi contrattando per la loro stabilizzazione ed il piano proposto dall’azienda sarebbe per loro assolutamente improponibile. Se le cuoche in servizio attualmente full-time   sarebbero infatti 24 ed 8 quelle part-time, Apuafarma proporrebbe di stabilizzarne appena 7 attingendo dalle graduatorie, riducendo inoltre l’orario ad un part-time. Non si potrebbe quindi realmente parlare di stabilizzazione, secondo i dipendenti se la maggior parte del servizio continua ad avere la stragrande maggioranza del personale con contratti a termine, mentre la proposta di riduzione di orario corrisponderebbe di fatto ad una riduzione salariale e, con questa operazione, si starebbe costringendo ad  una condizione peggiore un gruppo di lavoratrici precarie che, in alcuni casi da più di 10 anni starebbero attendendo risposte, prima dal Comune e poi da Apuafarma. Per proseguire nella conduzione del servizio allora, la richiesta è quella di una vera stabilizzazione di almeno la metà del personale ed un accordo con l’azienda per un percorso di ulteriori stabilizzazioni entro due anni, nonché per la proroga di altri tre anni della graduatoria.