Antoine Poncet, classe 1928, membro dell’Academie Française, amico e collaboratore di Jean Arp, presente nei maggiori musei statunitensi ed in numerosissime collezioni private, ribadisce l’importanza di conoscere la tradizione per creare qualcosa che sia veramente nuovo, rivendicando la centralità della materia, affinché l’artista non venga assorbito dal vortice dell’arte commerciale:
“Credo sia assolutamente necessario che quello che gli artisti realizzano non risulti semplice, bisogna che divenga facile solo una volta che ci si è avvicinati alle materie ed alle arti. Quindi rifiutare delle materie che sono tanto fondamentali da millenni come il marmo è un errore totale. E penso che coloro che cominciano a dubitare un po’ di ciò che stanno facendo debbano immergersi in quel periodo dei mestieri come il bronzo, e il marmo ancora di più, lì dove traspira qualcosa da tutte queste forze anche fisiche e ci si dimentica un po’, qualche volta, anche il proprio cervello, le proprie idee, per aver avuto contatti sensuali e fisici con l’opera d’arte. Credo che questo sia essenziale“.
Quindi è importante anche lavorare con le proprie mani alla propria opera…
“Assolutamente sì è soprattutto importante farlo per un certo periodo per imparare, per disciplinarsi, come uno sportivo impara a rendere stabili i propri muscoli per donar loro tutta la forza per correre. Come nel tennis quando guardiamo i grandi campioni di tennis restiamo sempre meravigliati … si tratta di allenamento. Lavorare con le proprie mani la materia, non solamente con la mente, è un arricchimento che resta per tutta la vita nell’animo. E credo sia essenziale che i giovani ci pensino…ed ho fiducia in loro, perché la gioventù ha sempre ragione!”
Flammâme, questo il titolo dell’opera monumentale commissionatagli dal Museo Olimpico di Pechino: un gioco di parole tra fiamma ed anima che tende a richiamare non solo la fiamma olimpica ma anche le forme del drago, simbolo indiscusso della cultura asiatica. E seppur dalla capitale cinese gli fosse stato chiesto espressamente di eseguire il lavoro in Cina, Poncet ha scelto Carrara e i Laboratori Nicoli:
“Sì, l’ho deciso perché lavoro da molto tempo qui e vi sono molto attaccato grazie ad una casa che ho avuto per un certo tempo che mi ha permesso di venire e dove ho fatto, diciamo, la parte seria del mio lavoro, in contatto anche con le fonderie, con tutti gli operai, ripenso al vostro Riccardo, lo zio di Francesca, che sta lavorando sulla mia opera, che è veramente d’una sensibilità d’una qualità di scultore, di vero scultore“.
