Seduta fiume a Palazzo Ducale. Approvata la mozione della maggioranza, che contesta l’idoneità del sito di Pallerone ma non il ricorso ai Cpr. Respinta quella della minoranza, contraria a qualsiasi centro

È stato un Consiglio provinciale lungo e molto partecipato quello dedicato al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) ipotizzato a Pallerone, nel territorio di Aulla. La seduta ha richiamato a Palazzo Ducale cittadini e amministratori provenienti da diverse zone della provincia, confermando quanto il tema continui a dividere il territorio.

Al termine del confronto, il Consiglio ha approvato la mozione della maggioranza, che esprime contrarietà alla realizzazione del Cpr a Pallerone ma non mette in discussione, in linea generale, lo strumento dei centri per i rimpatri. È stata invece respinta la mozione presentata dalla minoranza, che chiedeva una posizione contraria alla realizzazione di qualsiasi Cpr.

L’attuale Consiglio provinciale è composto da dieci consiglieri: cinque della lista di centrosinistra, due della lista civica e tre di Cambiamo Massa-Carrara.

La mozione della maggioranza, sottoscritta da Loris Bernardi, Sergio Bordigoni, Donato Castellini, Giovanbattista Ronchieri e Alberto Tarabella, concentra l’attenzione soprattutto sulle caratteristiche del sito indicato per Pallerone. Il documento impegna il presidente della Provincia a coinvolgere la Regione Toscana, a rappresentare nelle sedi istituzionali le specificità e le criticità del territorio e a verificare gli aspetti tecnici, urbanistici, logistici e di sicurezza legati all’eventuale insediamento.

Una posizione che distingue dunque il no alla localizzazione di Pallerone dalla questione più generale dell’utilizzo dei Cpr.

La mozione della minoranza, firmata da Maria Lombardi, Dina Dell’Ertole, Giuliana Filippi, Matteo Bartolini e Nicola Marchetti, proponeva invece un indirizzo più netto: chiedere al presidente della Provincia di assumere una posizione politica contraria alla realizzazione di qualsiasi Centro di permanenza per i rimpatri, indipendentemente dalla localizzazione.

Il nodo politico è emerso anche negli interventi in aula. Sergio Bordigoni, di Forza Italia e vicepresidente della Provincia, ha rivendicato la posizione della maggioranza: «Abbiamo votato convintamente la nostra mozione, contraria al Cpr a Pallerone e in tutta la provincia. Abbiamo tentato di fare una posizione comune con l’opposizione, ma loro pretendevano che si approvasse una mozione contro i Cpr. Noi siamo favorevoli: invece di lasciare la gente in giro è meglio metterli in un Cpr».

Decisivo, nell’equilibrio dei voti, il comportamento del presidente della Provincia Roberto Valettini, che ha votato a favore della mozione della maggioranza e si è astenuto su quella della minoranza.

Il confronto sul Cpr arriva dopo settimane di forte mobilitazione sul territorio. Anche il Comune di Aulla ha recentemente ribadito la propria contrarietà alla realizzazione della struttura a Pallerone, mentre il tema ha prodotto divisioni anche all’interno della maggioranza comunale.

Per la minoranza provinciale, tuttavia, la posizione assunta dal presidente non sarebbe sufficiente. «Valettini si nasconde dietro a un dito», ha dichiarato il consigliere Nicola Marchetti, contestando la distinzione tra il rifiuto del Cpr a Pallerone e l’accettazione dello strumento in altri territori.

La questione, quindi, resta aperta. Da una parte c’è chi considera il Cpr uno strumento necessario per la gestione dei rimpatri, chiedendo però che la scelta della localizzazione tenga conto delle caratteristiche del territorio. Dall’altra chi contesta lo strumento in quanto tale.

Il voto provinciale fotografa così una posizione articolata: no al Cpr a Pallerone, ma nessun no generale ai centri per i rimpatri. E il confronto, dentro e fuori le istituzioni, è destinato a proseguire.

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