– Una scuola moderna, sicura, sostenibile e aperta alla città, capace di diventare non soltanto un luogo di formazione, ma anche un punto di riferimento per la vita sociale del quartiere di Romagnano.

È questa la filosofia alla base del progetto vincitore del concorso di idee promosso dall’Amministrazione comunale di Massa per la realizzazione del nuovo polo scolastico Parini, destinato a dare una prospettiva alla comunità scolastica dopo la chiusura dell’edificio nel gennaio 2025, a seguito degli esiti negativi delle verifiche di vulnerabilità statica e sismica.

Il concorso ha registrato 54 proposte progettuali, esaminate dalla commissione giudicatrice nel corso di 12 sedute di valutazione. L’investimento stimato per la realizzazione dell’intervento ammonta a circa 7/8 milioni di euro, per i quali dovranno essere individuate le necessarie coperture finanziarie.

Dalla chiusura della scuola alla scelta di un nuovo progetto

La vicenda della scuola Parini rappresenta uno dei passaggi più delicati affrontati dall’Amministrazione comunale sul fronte dell’edilizia scolastica.

L’edificio, realizzato nel 1949 e successivamente ampliato nel 1965, era stato sottoposto a indagini di vulnerabilità statica e sismica affidate nel settembre 2024 alla società Memo Testing Srl di Parma. Gli esiti delle verifiche avevano evidenziato criticità tali da rendere necessaria, il 29 gennaio 2025, la chiusura della struttura e la conseguente riorganizzazione delle attività didattiche.

«È stata una decisione particolarmente difficile – ha ricordato il Sindaco Francesco Persiani – perché eravamo consapevoli dei disagi che avrebbe comportato per gli studenti, le famiglie, gli insegnanti e il personale scolastico. Ma di fronte a risultati tecnici così preoccupanti non potevamo che mettere al primo posto la sicurezza delle persone. Una scelta dolorosa, ma necessaria e responsabile».

Dopo la chiusura, il Comune ha avviato approfondimenti per valutare le possibili soluzioni, compresa la fattibilità di interventi sull’immobile esistente e la ricerca di opportunità di finanziamento, anche attraverso interlocuzioni ministeriali.

Da questo percorso è maturata la decisione di promuovere un concorso di idee, avviato alla fine del 2025, per individuare una proposta progettuale capace di rispondere alle esigenze della comunità scolastica e del territorio.

«Non volevamo limitarci a prendere atto di una situazione difficile – ha sottolineato Persiani – ma costruire le condizioni per dare una prospettiva alla scuola di Romagnano. La conclusione del concorso rappresenta oggi un primo risultato importante. Abbiamo una proposta sulla quale lavorare e dalla quale partire per affrontare i successivi passaggi progettuali e finanziari».

Il progetto vincitore: una scuola che dialoga con il quartiere

Il progetto selezionato è stato spiegato dall’Architetto Emanuele Loroni che insieme all’Architetto Veronica Maffi hanno interpretato la nuova scuola come un vero e proprio polo scolastico e sociale, capace di integrarsi nel tessuto urbano di Romagnano e di offrire spazi utilizzabili anche al di fuori dell’orario delle lezioni.

L’impostazione architettonica si sviluppa attorno a un volume compatto, studiato per valorizzare gli spazi esterni e favorire una relazione diretta tra l’edificio e il quartiere.

La proposta prevede una configurazione permeabile, con percorsi pedonali, patii, vuoti architettonici e spazi di relazione, in grado di creare continuità tra gli ambienti scolastici e quelli destinati alla vita collettiva.

Particolare attenzione viene riservata alla luce naturale, alla qualità degli ambienti didattici, alla sostenibilità e al risparmio energetico.

L’idea progettuale punta a superare il modello tradizionale della scuola come edificio chiuso e utilizzato esclusivamente durante l’attività didattica, per trasformarla in un luogo di incontro e aggregazione, in grado di mettere alcuni dei propri spazi a disposizione della comunità anche per iniziative extrascolastiche.

Una concezione che restituisce centralità agli spazi aperti, considerati non semplici superfici di contorno, ma elementi fondamentali della qualità architettonica, educativa e sociale del nuovo complesso.

Una selezione tra 54 proposte

Il concorso ha richiesto un lavoro articolato da parte della commissione giudicatrice, presieduta dall’architetto Fabrizio Boni e composta anche dall’ingegner Gemma, designato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Massa-Carrara, e dall’architetto Ippolito, designato dall’Ordine degli Architetti, con il supporto dell’architetto De Medico in qualità di responsabile unico del progetto.

Le 54 proposte sono state esaminate attraverso criteri di valutazione e punteggi stabiliti dal bando, tenendo conto degli aspetti architettonici, funzionali, ambientali e della capacità degli edifici di inserirsi nel contesto urbano.

«Abbiamo voluto che la nuova scuola non fosse un edificio fine a se stesso – ha spiegato l’architetto Fabrizio  Boni – ma una struttura capace di dialogare con il quartiere, offrendo spazi e opportunità anche oltre l’orario scolastico. La qualità delle proposte è stata elevata e la scelta non è stata semplice. Il progetto vincitore è risultato quello maggiormente capace di rispondere, in modo equilibrato, ai diversi requisiti richiesti dal bando».

I riconoscimenti ai progettisti

Nel corso della presentazione sono stati illustrati i progetti selezionati e consegnati i riconoscimenti ai professionisti classificati.

Primo classificato: Architetto Veronica Maffi (Loma Architetti)

Seconda classificata: architetto Greta Alessandra Viola.

Terzo classificato: Zedaplus Srls.

La significativa partecipazione al concorso ha testimoniato l’interesse del mondo professionale verso un intervento che unisce innovazione architettonica, qualità degli spazi educativi e rigenerazione urbana.

I prossimi passi

La conclusione del concorso di idee non rappresenta l’avvio immediato dei lavori, ma l’individuazione di una proposta progettuale sulla quale sviluppare le successive fasi tecniche e amministrative.

Il costo stimato dell’intervento è di circa 7/8 milioni di euro. L’Amministrazione comunale lavorerà per individuare le necessarie risorse attraverso le opportunità di finanziamento disponibili a livello comunale, regionale, nazionale ed europeo.

«Sappiamo bene che il percorso non si conclude oggi e che saranno necessari ulteriori passaggi e risorse importanti – ha concluso il Sindaco Persiani – ma possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia. Ringrazio i professionisti che hanno partecipato, la commissione giudicatrice e i nostri uffici per il lavoro svolto. Un ringraziamento particolare va alla dirigente scolastica Carmen Menchini, al Dr Nicolò Zambuto dell’ufficio scolastico territoriale, agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie che hanno affrontato con grande senso di responsabilità i disagi conseguenti alla chiusura. Il nostro impegno è continuare a lavorare affinché Romagnano possa avere una scuola moderna, sicura, funzionale e aperta alla comunità. Perché investire nella scuola significa investire nel futuro della nostra città».

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