Il Garante della disabilità Mario Malatesta chiede un confronto urgente prima dell’avvio dell’anno scolastico: «La carenza di organico non può tradursi automaticamente in una riduzione delle ore necessarie agli studenti»
Circa 60 posti di sostegno in meno rispetto alle richieste avanzate dalle scuole della provincia.
È il dato, ancora da verificare attraverso l’acquisizione degli atti e dei numeri ufficiali, che fa scattare l’allarme sul prossimo anno scolastico. A sollevare la questione è il Garante per i diritti della persona con disabilità del Comune di Carrara, l’avvocato Mario Malatesta, che condivide le preoccupazioni espresse dall’Osservatorio Provinciale sulla carenza di personale di sostegno per l’anno scolastico 2026/2027.
La riduzione, secondo le prime verifiche, riguarderebbe in particolare le scuole secondarie di primo e secondo grado. Un quadro che, per il Garante, deve essere approfondito immediatamente, perché le richieste formulate dagli istituti scolastici non rappresentano una semplice previsione numerica dell’organico necessario.
Dietro ogni richiesta, spiega Malatesta, c’è infatti un percorso individuale costruito attorno alle esigenze dello studente. A definirlo è il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, al quale partecipano docenti, famiglia, professionisti che seguono l’alunno e, quando necessario, l’unità di valutazione multidisciplinare.
È all’interno di questo percorso che vengono individuati i bisogni educativi e le misure necessarie per garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica. Il Piano educativo individualizzato (Pei) deve indicare le modalità del sostegno didattico e contenere anche la proposta relativa al numero di ore necessarie, sulla base del profilo di funzionamento e delle esigenze concrete dell’alunno.
Il dirigente scolastico trasmette quindi all’Ufficio scolastico regionale la richiesta complessiva dei posti di sostegno.
«Non basta dire che mancano docenti»
Malatesta sottolinea che le indicazioni contenute nel Pei non possono essere considerate automaticamente intangibili in ogni fase, ma evidenzia un principio fondamentale: un’eventuale riduzione delle ore di sostegno non può essere motivata esclusivamente dalla carenza di personale, da esigenze organizzative o da vincoli di bilancio.
Serve invece una valutazione individualizzata, collegiale, aggiornata e adeguatamente motivata.
Un principio che, ricorda il Garante, sarebbe stato ribadito anche dalla giurisprudenza. In particolare, il Tar Toscana avrebbe escluso la possibilità per il dirigente scolastico di modificare unilateralmente e in senso peggiorativo il piano di sostegno senza il coinvolgimento dei soggetti competenti. In altri casi è stata ritenuta illegittima la riduzione delle ore motivata esclusivamente dalla mancanza di insegnanti di sostegno, senza una nuova valutazione attraverso il Pei.
Stato ed enti locali, competenze diverse
La questione riguarda anche la distinzione tra le diverse forme di sostegno. L’assegnazione dei docenti per il sostegno didattico spetta allo Stato, mentre agli enti territoriali competono, secondo le rispettive attribuzioni, servizi come l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, il trasporto e l’accessibilità.
Prestazioni che, secondo Malatesta, non possono essere considerate automaticamente intercambiabili. «È quindi necessario distinguere le diverse misure di sostegno», sottolinea il Garante, evitando che la riduzione di una prestazione venga compensata con interventi differenti e non equivalenti.
Il problema, dunque, non sarebbe soltanto quantitativo. «La questione non riguarda soltanto il numero delle cattedre», è la posizione del Garante, «ma la qualità e l’effettività dell’inclusione scolastica».
Possibili conseguenze anche sul piano risarcitorio
Nel suo intervento Malatesta richiama anche il profilo della tutela giudiziaria. La giurisprudenza ha riconosciuto che l’assegnazione di un numero di ore inferiore a quello necessario, quando illegittima e concretamente lesiva dei diritti dello studente, può anche fondare una richiesta di risarcimento del danno.
Il Garante invita però a evitare semplificazioni: non esiste un risarcimento automatico per ogni riduzione delle ore di sostegno. La valutazione del danno deve essere effettuata caso per caso. Allo stesso tempo, però, «è improprio considerare priva di conseguenze una carenza di sostegno».
Chiesto un tavolo prima dell’inizio delle lezioni
Per questo Malatesta chiede che, prima dell’avvio dell’anno scolastico, vengano acquisiti dall’Ufficio scolastico regionale e dagli altri soggetti competenti tutti i dati relativi alla situazione della provincia di Massa-Carrara.
Il Garante ha quindi deciso di associarsi alla proposta di convocare un incontro con le due Consulte, le istituzioni scolastiche, l’Ufficio scolastico territoriale, la Provincia, i Comuni, l’Azienda sanitaria e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità.
L’obiettivo, precisa Malatesta, non è aprire uno scontro tra istituzioni, ma arrivare rapidamente a una fotografia precisa della situazione e soprattutto verificare che ogni studente possa iniziare l’anno scolastico con le misure di sostegno di cui ha effettivamente bisogno.
«Chiedo quindi un confronto immediato sulle decisioni assunte e sulle soluzioni concretamente disponibili», conclude il Garante, rilanciando così l’urgenza di affrontare la questione prima che la carenza di personale si trasformi, con l’inizio delle lezioni, in un problema concreto per studenti, famiglie e scuole.
