Via libera definitivo al piano attuativo per la riqualificazione dell’area dismessa. L’opposizione critica la scelta

Il Consiglio comunale ha approvato in via definitiva la Variante 7 al Regolamento urbanistico, comprensiva del Piano attuativo relativo all’area ex Universal Bench/Autonieri, respingendo integralmente le 13 osservazioni presentate dal gruppo consiliare del Partito Democratico.

Si conclude così l’iter amministrativo con l’adozione della variante, destinata a ridisegnare il futuro di uno dei principali comparti produttivi dismessi della città e abbandonato da oltre 30 anni attraverso un intervento di rigenerazione urbana che prevede anche la realizzazione di una nuova struttura commerciale.

Le osservazioni presentate dal Partito Democratico riguardavano diversi aspetti di carattere tecnico e urbanistico. In particolare, i consiglieri di opposizione avevano chiesto ulteriori approfondimenti sulla viabilità e sull’accessibilità dell’area, ritenendo necessario valutare con maggiore attenzione l’impatto che il nuovo insediamento commerciale potrebbe avere sul traffico e sulla rete infrastrutturale esistente.

L’Amministrazione comunale ha tuttavia ritenuto non accoglibili tutte le osservazioni, confermando la piena conformità della variante agli strumenti di pianificazione urbanistica sovraordinati e la compatibilità dell’intervento con gli obiettivi di recupero e valorizzazione dell’area dismessa.

Il nodo principale delle contestazioni riguarda la nuova destinazione dell’area. Secondo il Pd, trasformare un ex comparto produttivo in un polo commerciale significa indebolire la capacità del territorio di attrarre investimenti industriali, attività manifatturiere e occupazione qualificata, privilegiando invece un modello di sviluppo basato sulla grande distribuzione organizzata.

Con l’approvazione definitiva della Variante 7 si apre ora una nuova fase per l’ex Universal Bench/Autonieri.

Da una parte la maggioranza rivendica un intervento di riqualificazione capace di recuperare un’area degradata e inutilizzata; dall’altra il Partito Democratico continua a contestare una scelta urbanistica che, a suo giudizio, modifica in modo irreversibile la vocazione produttiva di uno dei comparti più importanti della città.

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