L’ex amministratore unico Alessio Ciacci e i dipendenti Alessandra Dazzi e Maurizio Morelli sono accusati di falso ideologico. L’inchiesta riguarda i corsi Industria 4.0 del biennio 2020-2021 e i relativi crediti d’imposta. Prima udienza il 22 gennaio al tribunale di Massa

Tre rinvii a giudizio nell’inchiesta sui presunti corsi di formazione “fantasma” al Cermec. Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il processo per Alessio Ciacci, all’epoca amministratore unico della società, Alessandra Dazzi, responsabile dell’area paghe e personale, e Maurizio Morelli, responsabile della formazione. Per tutti l’accusa contestata è quella di falso ideologico.

La vicenda riguarda alcuni corsi di formazione legati al programma Industria 4.0, svolti, secondo quanto contestato, nel biennio 2020-2021, e i crediti d’imposta di cui l’azienda avrebbe beneficiato. Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura, sviluppata nell’ambito delle indagini della Guardia di finanza, le attività formative non sarebbero state svolte oppure non si sarebbero tenute con modalità conformi ai requisiti previsti per ottenere i benefici fiscali. Nonostante ciò, all’allora amministratore unico viene contestato di averne attestato il regolare svolgimento.

L’inchiesta era partita nel 2023, quando i militari della Guardia di finanza avevano effettuato verifiche negli uffici del Cermec, in via Gotara, e direttamente nell’impianto della società. Gli accertamenti erano finalizzati a chiarire le circostanze relative ai corsi e alla documentazione utilizzata per giustificare l’accesso alle agevolazioni fiscali. Da quelle verifiche aveva preso avvio l’attività investigativa, proseguita nei mesi successivi.

A distanza di quasi tre anni dall’inizio dell’indagine, è arrivata la decisione del giudice di mandare a processo i tre indagati. Ciacci è difeso dall’avvocata Graziella Colaiacomo del foro di Roma, Dazzi dall’avvocato Giuseppe Brondi, mentre Morelli è assistito dagli avvocati Sergio Menchini e Matteo D’Amico.

La prima udienza è fissata per il 22 gennaio al tribunale di Massa. Nel corso del processo gli imputati potranno esporre la propria versione dei fatti e contestare le accuse. Il procedimento dovrà accertare se le irregolarità ipotizzate dall’accusa si siano effettivamente verificate e le eventuali responsabilità individuali. Il rinvio a giudizio, infatti, non costituisce una dichiarazione di colpevolezza.

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