La Corte d’Assise di Lucca conferma l’accusa di omicidio volontario. L’imprenditrice viareggina travolse con il suv il 52enne che poco prima le aveva sottratto la borsa
Diciotto anni di reclusione. È questa la condanna inflitta dalla Corte d’Assise di Lucca a Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare viareggina accusata dell’omicidio di Noureddine Mezgui, il 52enne di nazionalità marocchina travolto e ucciso con un suv la sera dell’8 settembre 2024 in via Coppino, a Viareggio.
La sentenza è stata pronunciata al termine della camera di consiglio riunita nella mattinata di oggi. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dell’imputata confermando l’accusa di omicidio volontario, accogliendo dunque l’impostazione accusatoria secondo cui l’investimento non fu un incidente, ma un’azione volontaria.
La vicenda aveva suscitato un forte clamore mediatico e acceso un ampio dibattito nell’opinione pubblica. Secondo la ricostruzione emersa nel corso del processo, Mezgui aveva poco prima sottratto la borsa dall’auto dell’imprenditrice. Da quel momento sarebbe scattato l’inseguimento culminato in via Coppino, dove l’uomo venne raggiunto e travolto dal veicolo condotto da Dal Pino.
La pubblica ministero Sara Polino aveva chiesto per l’imputata la condanna all’ergastolo, ritenendo sussistenti gli elementi per il massimo della pena previsto dall’ordinamento. La Corte ha invece optato per una condanna a 18 anni di carcere, pur confermando la qualificazione del fatto come omicidio volontario.
. Resta ora da capire se la difesa dell’imprenditrice presenterà ricorso in appello contro la sentenza emessa dalla Corte d’Assise lucchese.
