Provvedimento urgente dopo la segnalazione dell’Asl: stop alle coltivazioni entro 300 metri dalla Casa di Reclusione per tutelare un detenuto affetto da deficit di G6PD

Il Comune di Massa ha emanato un’ordinanza urgente che vieta la coltivazione di fave e piselli nel raggio di 300 metri dalla Casa di Reclusione cittadina, a tutela della salute di una persona affetta da favismo presente all’interno della struttura penitenziaria.

Il provvedimento nasce a seguito di una comunicazione inviata dall’Azienda USL Toscana Nord Ovest – Area Funzionale Igiene Pubblica e Nutrizione – acquisita dal Comune il 7 maggio scorso. Nella nota sanitaria viene segnalata la presenza, all’interno del carcere di Massa, di un soggetto affetto da deficit di Glucosio-6-Fosfato-Deidrogenasi (G6PD), patologia comunemente conosciuta come favismo.

Si tratta di una malattia genetica che può provocare gravi crisi emolitiche non solo attraverso l’assunzione di fave, ma anche per inalazione dei pollini della pianta durante il periodo della fioritura.

Per questo motivo il dirigente medico dell’Igiene Pubblica ha proposto l’emissione di un’ordinanza contingibile e urgente per vietare la coltivazione di fave e piselli nell’area circostante la Casa di Reclusione.

Il sindaco, richiamando l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, ha quindi disposto il divieto assoluto di coltivazione entro un raggio di 300 metri dalla struttura carceraria, come indicato nella cartografia allegata all’atto.

L’ordinanza avverte inoltre che, in caso di violazione del provvedimento, si procederà ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale, relativo all’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Il Comune ha disposto la pubblicazione dell’ordinanza all’Albo Pretorio e sul sito istituzionale, oltre all’affissione di avvisi nell’area interessata per garantire la massima informazione ai cittadini.

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