Due tifosi accusati di violenza a pubblico ufficiale. La Questura avvia le procedure per il Daspo
Hanno avuto pesanti conseguenze giudiziarie gli scontri avvenuti al termine di Massese-Larcianese, la gara playout che domenica scorsa ha sancito la retrocessione della squadra bianconera nel campionato di Promozione. La polizia ha infatti arrestato due ultras massesi, di 23 e 34 anni, con l’accusa di violenza a pubblico ufficiale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, i due avrebbero preso parte al fitto lancio di oggetti contro le forze dell’ordine scoppiato subito dopo il fischio finale dell’incontro, terminato 2-1 in favore della Larcianese. Un episodio che aveva trasformato la delusione per la retrocessione in momenti di forte tensione all’esterno dello stadio.
Determinanti, per l’identificazione dei responsabili, sono state le immagini raccolte dalla polizia scientifica e analizzate nelle ore successive ai disordini.
I due arrestati, entrambi riconducibili al gruppo ultras “Legione Cybea”, sono stati fermati ieri mattina dalla Digos grazie alla normativa sulla flagranza differita, che consente l’arresto entro 48 ore per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive.
I tifosi sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida dell’arresto. L’accusa contestata è quella di violenza a pubblico ufficiale in concorso con altri soggetti, alcuni dei quali sono ancora in fase di identificazione da parte della polizia.
Parallelamente, la Questura di Massa-Carrara ha avviato anche l’iter per l’emissione del Daspo, il provvedimento che vieta l’accesso agli impianti sportivi.
