Cisl Funzione Pubblica Toscana“I criteri prospettati appaiono discutibili. Ci sono problematicità che vanno affrontate, ma l’assessora si dimostra allergica al confronto col sindacato e preferisce gli annunci-spot.”
“L’assessora alla Sanità della Toscana dimostra di essere allergica al rapporto con i sindacati, preferendo la logica degli annunci-spot a quella del faticoso confronto nel merito per risolvere i problemi.”
A dirlo è il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Toscana, Andrea Nerini, a proposito della comunicazione stampa di venerdì scorso da parte della giunta regionale con la quale si annuncia l’intenzione di procedere all’applicazione della ‘mobilità sociale’ del personale del sistema sanitario “in maniera unilaterale, senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali che hanno firmato il contratto Sanità 2022–2024”.
“L’impianto iniziale di questa mobilità – spiega Nernini – era stato costruito in piena sinergia tra Regione e sindacati; poi, di fronte alle difficoltà operative emerse sul campo, la Fp-Cisl aveva chiesto l’apertura di un tavolo di confronto per risolvere i nodi critici. Purtroppo, per volontà ad oggi ancora sconosciute, tale richiesta non è mai stata accolta.”
“Questa impostazione unilaterale – aggiunge Nerini – non risponde però alle reali esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica. I criteri prospettati appaiono discutibili e non in grado di garantire equità e trasparenza nei percorsi di mobilità. Chiediamo con forza alla Regione Toscana e all’assessorato competente risposte concrete e interventi efficaci che tengano conto del fabbisogno reale del personale, in particolare di tutti quei lavoratori che da anni attendono un avvicinamento alla propria residenza per conciliare vita e lavoro.”
“Purtroppo – prosegue il segretario Fp-Cisl – registriamo una visione limitata e poco lungimirante, che rischia di tradursi in un’operazione più comunicativa che sostanziale, senza offrire soluzioni reali a chi quotidianamente garantisce il funzionamento del Servizio sanitario pubblico. Le misure annunciate finiscono infatti per penalizzare proprio quelle lavoratrici e quei lavoratori che da tempo attendono legittimamente il riavvicinamento a casa, aggravando ulteriormente condizioni già difficili sia sul piano professionale che personale.”
“La Cisl Funzione Pubblica Toscana – conclude Nerini – ribadisce la propria disponibilità al confronto e chiede l’apertura immediata di un tavolo di discussione. È fondamentale individuare soluzioni condivise, eque e realmente rispondenti ai bisogni del personale sanitario, superando una gestione unilaterale che ad oggi palesa solo risposte inefficienti.”
