Grave carenza di medici nella neuropsichiatria infantile: la vicenda arriva ora in Procura con un esposto che ipotizza anche il reato di interruzione di pubblico servizio.
Al centro della segnalazione le lunghe liste d’attesa per visite e diagnosi, che in alcuni casi arrivano fino a un anno e mezzo.
A denunciare la situazione sono famiglie e comitati cittadini. «Ho chiesto un appuntamento per mio figlio — racconta una madre — e mi è stato fissato tra un anno e mezzo. Ma un bambino non può aspettare così tanto».
Senza certificazioni rilasciate dal servizio sanitario, spiegano i genitori, le scuole non possono attivare sostegno e piani educativi personalizzati, lasciando molti studenti senza supporto.
Secondo i promotori dell’esposto, coordinati dagli sportelli sanitari USB tra Aulla e Massa, il problema sarebbe strutturale e legato alla carenza di specialisti e medici di base.
Nel documento vengono segnalati anche altri casi critici, come anziani senza medico curante o costretti a spostarsi fuori provincia per visite specialistiche.
L’esposto chiede ora alla Procura di verificare eventuali responsabilità. Intanto i comitati annunciano nuove segnalazioni, mentre le famiglie chiedono risposte rapide per garantire il diritto alla salute, soprattutto ai più giovani.
