Elaborare in tempi rapidi il piano regionale per l’autismo coinvolgendo fattivamente le associazioni, attivare un monitoraggio annuale sulle diagnosi di spettro autistico e dei disturbi del neurosviluppo.
Sono i due impegni contenuti in una mozione presentata da Fratelli d’Italia e approvata all’unanimità dal Consiglio regionale e a cui si aggiungerà un’ulteriore proposta, che sarà discussa nel prossimo consiglio regionale: il finanziamento da parte della Regione Toscana di borse di studio in neuropsichiatria infantile, per far fronte a carenze di organico, particolarmente sentite sul territorio massese.
“Abbiamo già perso troppo tempo, le famiglie non possono più attendere. Con la nostra mozione abbiamo voluto mandare un messaggio alla Giunta regionale: è il momento di affrontare questo delicato tema con determinazione e contezza delle dimensioni del fenomeno, pianificando interventi sanitari e sociali efficaci e stanziando nuove risorse da investire al meglio, ad esempio per formare specialisti in grado di seguire i minori nello spettro autistico o con neurodivergenze e affiancare le famiglie. Un problema particolarmente sentito a Massa, come segnalato più volte dalle associazioni. – scrive Marco Guidi – Abbiamo la possibilità di finanziare borse di studio regionali, vincolando la permanenza dei futuri neuropsichiatri infantili sul territorio per almeno cinque anni. La Regione Toscana si dia una mossa, siamo già in ritardo”, spiega Marco Guidi, ricordando che il piano regionale per l’autismo era stato annunciato per il 2025, quindi rinviato al 2025 e slittato ancora al 2026.
“È di fondamentale importanza che la Regione vari e metta a terra interventi in grado di accompagnarle nel loro percorso terapeutico, non lasciando da sole loro e le loro famiglie. Per farlo c’è bisogno di sapere con esattezza il numero di persone con queste diagnosi – come avevo già richiesto nella mia interrogazione – adeguare il numero del personale specialistico, mettere in rete i centri specializzati, stanziare fondi adeguati per permettere a tutte le famiglie i migliori percorsi terapeutici, e non solo a quelle che se li possono permettere. ” conclude Guidi.
Marco Guidi Consigliere regionale FdI
