Una mareggiata di ordinaria intensità ha causato nella notte nuovi danni a stabilimenti balneari a Marina di Massa. Ancora una volta, il litorale apuano paga il prezzo di un’emergenza prevedibile e di una politica regionale che continua a voltarsi dall’altra parte.

L’erosione delle coste non è una sorpresa, ma nel piano di governo della Giunta Giani la difesa del litorale resta marginale, sottovalutata e priva di una strategia strutturale. Si interviene dopo i danni, con misure tampone e annunci, mentre il mare avanza e le imprese contano le perdite.

Non solo: il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Guidi ha presentato una mozione per inserire nel piano quinquennale del governo Giani studi e finanziamenti mirati a risolvere il problema dell’erosione costiera, ma la proposta è stata bocciata da PD e dall’intera sinistra, confermando una linea politica di sostanziale indifferenza verso il tema.

Da Firenze, centro decisionale della Regione, il problema sembra lontano. Le priorità restano concentrate sul capoluogo, mentre ampie aree della Toscana — in particolare la costa — vengono trattate come periferia sacrificabile.

La domanda è semplice e politica: quanto ancora deve arretrare la costa prima che Giani smetta di ignorare il problema?

Serve la perdita definitiva delle spiagge? Il collasso del turismo? La chiusura di decine di attività?

Qui non si parla di fatalità, ma di scelte.

E quando i rischi sono noti e i danni si ripetono, l’indifferenza diventa responsabilità.

Coordinamento comunale fdi Massa