Si allentano le misure cautelari nell’inchiesta della Procura sui presunti certificati di invalidità “facili”, che a metà gennaio aveva portato all’arresto di cinque persone tra professionisti e intermediari.
Nelle ultime ore sono stati infatti revocati gli arresti domiciliari per Giovanni Giusti, consigliere comunale sospeso appartenente alla lista civica “Francesco Persiani sindaco”.
Giusti, difeso dall’avvocato Nicola Baruffi, è accusato a vario titolo di corruzione e falso in atto pubblico e sarà ascoltato dal pubblico ministero Clarissa Berno il prossimo 12 febbraio.
Nell’ambito della stessa inchiesta, il giudice ha disposto la scarcerazione del medico legale Maurizio Ratti, che ha lasciato il carcere ma è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Ratti è difeso dagli avvocati Paolo Bertoncini e Barbara Milani.
Revocati i domiciliari anche per la dottoressa Anna Santinami, assistita dal legale Alessandro Maneschi. Secondo quanto emerso, nelle prossime ore potrebbero arrivare ulteriori alleggerimenti delle misure cautelari anche per gli altri due indagati: Elio Guatieri, attualmente detenuto in carcere, e Marco Lazzini, entrambi difesi dall’avvocata Francesca Gaggi.
L’indagine coinvolge complessivamente cinque persone: oltre a Ratti, Santinami e Giusti, figurano Guatieri e Lazzini, questi ultimi indicati come presunti intermediari. Secondo la Procura, nell’inchiesta sarebbero coinvolte anche 103 persone che avrebbero tratto vantaggi dall’ottenimento di certificazioni di invalidità ritenute irregolari.
