Pubblicato da qualche mese dalle edizioni Dialoghi, “Ernesto e i suoi parenti” è un romanzo di Silvia Tamberi, autrice carrarese con un percorso letterario che spazia dalla poesia alla narrativa per ragazzi. L’opera si distingue per lo sguardo diretto e privo di edulcorazioni con cui affronta il tema della disabilità, inserendolo nel cuore delle relazioni familiari e della vita quotidiana.

Nel corso degli anni Tamberi ha pubblicato tre raccolte di poesie, una raccolta di favole e due romanzi brevi destinati a un pubblico giovane.

Con quest’opera Tamberi si rivolge a lettori adulti, raccontando le vicende di una famiglia allargata alle prese con temi complessi e profondamente attuali: la morte, la malattia, la disabilità, le relazioni sentimentali e i segreti che spesso attraversano i rapporti familiari.

Fulcro della narrazione è la figura dello zio Ernesto, personaggio ambiguo e contraddittorio, descritto come un eroe patetico, talvolta crudele ma capace di slanci di grande generosità. Una presenza spesso assente ma costantemente determinante, che segna le vite di tutti i familiari.

Il punto di osservazione privilegiato è quello del nipote Giacomo, seguito dall’infanzia alla giovane età adulta. Sensibile e riflessivo, Giacomo affronta il percorso di accettazione della propria disabilità e si confronta con le difficoltà delle relazioni genitoriali, familiari e amicali, oltre che con pregiudizi, stereotipi e barriere non solo architettoniche, ma anche culturali, temi quantomai attuali.

A spiegare l’origine del romanzo è la stessa autrice:
“L’idea del romanzo nasce dalla lettura del libro della Bibbia, il Deuteronomio, in particolare dalla legge del Levirato, secondo cui il fratello doveva dare una discendenza al fratello morto. Naturalmente non poteva andare tutto bene, altrimenti la vicenda sarebbe implosa. Così, per esigenze narrative e con pura fantasia, ho complicato un po’ le cose. Non mi sono fatta nemmeno sfuggire l’occasione di inserire un personaggio con disabilità, perché non se ne parla mai abbastanza: è una dimensione che mi sta molto a cuore e che vivo”.

Alla domanda su quale parte del libro consiglierebbe per entrare nella storia, Tamberi risponde senza esitazioni:
“Io sceglierei le prime pagine per entrare nell’ambientazione”, sottolineando l’importanza dell’impatto iniziale nel guidare il lettore dentro il mondo narrativo e nelle dinamiche della famiglia protagonista.

Accanto all’attività di scrittrice, Silvia Tamberi presiede il Centro Documentazione Handicap, una biblioteca inclusiva che lavora per garantire l’accesso alla cultura e alla lettura senza lasciare indietro nessuno. Un impegno che trova una chiara risonanza anche nei temi affrontati nel romanzo.

Ernesto e i suoi parenti si presenta così come un racconto corale, capace di restituire con realismo e sensibilità le contraddizioni della vita familiare e le fragilità dell’esistenza, offrendo uno spaccato umano intenso e fin troppo attuale.